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Malusci: “Da raccattapalle alla Serie A in un anno. Fiorentina, sei ancora in tempo!”

Paolo Mugnai
Paolo Mugnai Redattore 
I ricordi e gli auguri di Alberto Malusci, ex viola

Nell’anno del centenario della Fiorentina, Violanews vi tiene compagnia con una serie di interviste con le persone che, questi cento anni di storia, li hanno scritti e continuano a scriverli. In campo, sugli spalti, coi ricordi e con il tifo. In questa tredicesima puntata la nostra redazione ha contattato Alberto Malusci. Nato a Pistoia, difensore della Fiorentina in prima squadra dal 1988/89 al 1995/96 con 160 presenze (98 con 2 reti in Serie A, 4 in Coppa UEFA, 33 con 2 reti in Serie B, 2 con 1 rete nel Torneo Anglo-Italiano e 23 con 1 rete in Coppa Italia). Ha vinto una Coppa Italia nel 1996. Campione d'Italia “Allievi” nel 1988.  Esordio a Firenze in Serie A il 22.10.1989: Fiorentina-Sampdoria 3-1. Curiosità: Alberto Malusci viene talvolta indicato come “Malusci II” per distinguerlo dal fratello Riccardo (Malusci I) che giocò nella Fiorentina 1983-84.

Un commento sulla situazione attuale della Fiorentina?

“Io vedo una squadra in crescita, in salute, sono ottimista sul finale di stagione. Se la Fiorentina è quella vista contro Cremonese e Inter ci possiamo togliere da questa situazione fastidiosa”.

Il ricordo più bello?

“Più di uno. Naturalmente l’esordio in Serie A con la Sampdoria. Furono solo gli ultimi tre minuti di gioco, ma quando tornai nello spogliatoio piansi come un bambino perché l’anno prima facevo il raccattapalle e quel giorno mi ritrovavo in campo contro i giocatori di cui avevo le figurine. Debuttare con la maglia con cui hai fatto il settore giovanile! Per me è stato un giorno bellissimo. Poi la partita da titolare a Roma contro la Lazio e infine la vittoria della Coppa Italia nel 1996. Sono i tre momenti che mi porto nel cuore”.

L’augurio per il centenario?

“All’inizio della stagione avrei detto qualificazione in Champions e vittoria della Conference, ma purtroppo le cose sono andate in maniera diversa. Siamo ancora in tempo, però, per un trofeo. Direi che sarebbe il modo per festeggiare in bellezza, importante e meritato per una piazza come Firenze”.