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Malusci: “Da raccattapalle alla Serie A in un anno. Fiorentina, sei ancora in tempo!”
Nell’anno del centenario della Fiorentina, Violanews vi tiene compagnia con una serie di interviste con le persone che, questi cento anni di storia, li hanno scritti e continuano a scriverli. In campo, sugli spalti, coi ricordi e con il tifo. In questa tredicesima puntata la nostra redazione ha contattato Alberto Malusci. Nato a Pistoia, difensore della Fiorentina in prima squadra dal 1988/89 al 1995/96 con 160 presenze (98 con 2 reti in Serie A, 4 in Coppa UEFA, 33 con 2 reti in Serie B, 2 con 1 rete nel Torneo Anglo-Italiano e 23 con 1 rete in Coppa Italia). Ha vinto una Coppa Italia nel 1996. Campione d'Italia “Allievi” nel 1988. Esordio a Firenze in Serie A il 22.10.1989: Fiorentina-Sampdoria 3-1. Curiosità: Alberto Malusci viene talvolta indicato come “Malusci II” per distinguerlo dal fratello Riccardo (Malusci I) che giocò nella Fiorentina 1983-84.
Un commento sulla situazione attuale della Fiorentina?
“Io vedo una squadra in crescita, in salute, sono ottimista sul finale di stagione. Se la Fiorentina è quella vista contro Cremonese e Inter ci possiamo togliere da questa situazione fastidiosa”.
Il ricordo più bello?
“Più di uno. Naturalmente l’esordio in Serie A con la Sampdoria. Furono solo gli ultimi tre minuti di gioco, ma quando tornai nello spogliatoio piansi come un bambino perché l’anno prima facevo il raccattapalle e quel giorno mi ritrovavo in campo contro i giocatori di cui avevo le figurine. Debuttare con la maglia con cui hai fatto il settore giovanile! Per me è stato un giorno bellissimo. Poi la partita da titolare a Roma contro la Lazio e infine la vittoria della Coppa Italia nel 1996. Sono i tre momenti che mi porto nel cuore”.
L’augurio per il centenario?
“All’inizio della stagione avrei detto qualificazione in Champions e vittoria della Conference, ma purtroppo le cose sono andate in maniera diversa. Siamo ancora in tempo, però, per un trofeo. Direi che sarebbe il modo per festeggiare in bellezza, importante e meritato per una piazza come Firenze”.
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