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La visione romantica

La Rinascita del Giglio passa dall’Europa

Redazione VN
La presentazione romantica della trasferta della Fiorentina in Polonia contro lo Jagiellonia.

La vittoria contro il Como ha galvanizzato il Giglio, che non può impedirsi di sognare una vera svolta, in Campionato, e in Europa. Infatti, il Giglio sa che Firenze è diventata famosa proprio perché è stata capace di ispirare tutta l'Europa con le sue idee durante il Rinascimento. La Fiorentina ha sempre cercato di onorare al meglio le competizioni europee, che portano soldi, visibilità ed esperienza internazionale e deve continuare a farlo.

L'ambizione della Viola non può limitarsi a raggiungere la salvezza nell'anno del Centenario. Sarebbe un compleanno abbastanza cupo per il Giglio, e una stagione estremamente deludente per i tifosi.

Certo, la priorità è, e deve essere, di salvarsi. Il Giglio non vuole e non può nemmeno immaginare l'amarezza e la sofferenza che un'eventuale retrocessione in Serie B causerebbe, nel suo cuore, e in quello di tutti i tifosi viola.

Quindi il Giglio è del parere che sono quei giocatori che hanno giocato meno questa stagione che devono giocare in Conference League. Però, il Giglio rifiuta di chiamare questi giocatori delle riserve, perché spetta solo a loro dimostrare che meritano di indossare la maglia della Fiorentina. Ciò che è richiesto da Lezzerini, Fortini, Fazzini, Fabbian e compagni è di mettere moltissima intensità e grinta in campo, e di sopperire al fatto di non essere abituati a giocare insieme con la corsa e lo spirito di squadra. L'ostacolo da sormontare si chiama Jagiellonia, primo nel campionato polacco. Lo Jagiellonia è una squadra solida, che darà tutto in campo. E l'esperienza ci insegna che le partite "facili" in Europa non esistono più. L'avversario non va mai sottovalutato.

Il Giglio ha un brivido pensando al freddo che farà durante la partita, con temperature anche inferiori ai meno dieci gradi. L'obiettivo dev'essere di tenere testa allo Jagiellonia in Polonia, pareggiando, o vincendo se possibile, per poi potersi qualificare al ritorno a Firenze.

E il Giglio sa bene che sarà un'impresa farcela, con undici giocatori che non hanno mai giocato insieme. La chiave magica sta in tre elementi. Lezzerini deve provare a stregare la porta della Fiorentina, e non incassare gol. Deve fare ciò che De Gea non è quasi mai riuscito a fare in campionato, finora. Lezzerini deve considerare che è l'occasione della sua vita: sarà lui, insieme a Gosens, l'uomo di maggior esperienza in campo. Deve parlare con i più giovani, guidarli, richiamarli se necessario, per rendere impermeabile la difesa della Fiorentina. Lezzerini è chiamato a dare un senso a questa stagione, anche nel ricordo di Davide Astori (che ha conosciuto), e ovviamente, in quello di Rocco Commisso.

La seconda chiave magica è che l'attacco della Fiorentina deve tornare ad essere cinico, e Roberto Piccoli deve segnare. E la terza chiave magica sta nelle tre "F", Fazzini, Fabbian e Fortini, giovani promesse che devono imparare a trascinare la Fiorentina in Europa come Fagioli (la quarta "F") lo sta facendo in Campionato. "F" come Fiorentina, e come Fortuna.

Nulla succede per caso nella vita, anche se spesso ci vuole tempo (giorni, mesi, anche anni) prima di capire il significato di ciò che è successo. E' un caso se la Fiorentina ha finalmente lottato nel modo giusto contro il Como, e che, lo stesso giorno (il 14 febbraio), Edoardo Bove è tornato in campo, dopo 440 giorni di assenza? E, indovinate contro che squadra Bove ha disputato la sua ultima partita in Viola, prima del fatidico match contro l'Inter, che era supposto essere uno scontro scudetto, trasformandosi poi in un incubo che condizionò tutto il campionato scorso?

Contro... il Como!

Coincideva con la settima vittoria consecutiva della Fiorentina. E poi, il malore di Bove. L'ottava vittoria, e la crisi di risultati, perché senza Edoardo, Palladino non riusciva più a trovare un equilibrio in campo. Qualcuno potrebbe immaginare che se Bove non fosse stato cosi' sfortunato, la Fiorentina avrebbe fatto una grandissima annata, e Palladino allenerebbe ancora la squadra Viola. Non si può però riscrivere la storia.

Il Giglio ha molta memoria, ed è così che riesce a vedere quei legami invisibili tra le cose, che molti chiamano semplici coincidenze.

Il Giglio crede però nel destino, e soprattutto, crede nel "Miracolo del Centenario". Ha sofferto troppo quest'anno, e con lui, i tifosi Viola. La speranza del Giglio è quindi di iniziare un nuovo filotto di risultati positivi consecutivi, in Europa, e in Campionato, che portino la Fiorentina ad una salvezza tranquilla, e a vincere la Conference League.

C'è però un'ultima cosa da fare prima di scendere in campo.

"Amaranto!" il Giglio chiama il suo amico porta fortuna, il gatto fenicio che tifa Viola.

"Miao!"

Il Giglio sente un miagolio un po’ rauco, e vede un piccolo gatto marrone e bianco annusarlo con attenzione.

"Chi sei tu?" il Giglio chiede incuriosito.

"Miao! Sono Filibustiere, figlio di Rugiada che ti ha fatto assaggiare l'acqua del lago di Como prima della partita contro i Lariani. Sarà molto dura contro lo Jagiellonia. Sono venuto, perché mancava la sesta "F", e soprattutto perché la Fiorentina dovrà essere corsara per andare avanti in Europa, e i giocatori in campo dovranno battersi con tutto ciò che hanno."

"Mi piace ciò che dici, Filibustiere. Voglio che tu trasmetta questo spirito e questa audacia ai giocatori. Voglio vedere Fortini correre su e giù sulla fascia pennellando dei cross perfetti per la testa di Piccoli, voglio vedere Fabbian rincorrere gli avversari quando perdiamo palla, e Fazzini segnare il suo primo gol in maglia Viola dopo aver saltato mezza squadra avversaria. Le altre squadre devono tornare a temerci."

Nota sull'autore:

Erik Vincenti Zakhia, è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola). E’ titolare di un master in ingegneria nello sviluppo sostenibile dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, e parla quattro lingue. Potete seguire il suo lavoro su https://www.linkedin.com/in/erik-zakhia/