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VERONA, ITALY - APRIL 04: Moise Kean of Fiorentina looks on during the Serie A match between Hellas Verona FC and ACF Fiorentina at Stadio Marcantonio Bentegodi on April 04, 2026 in Verona, Italy. (Photo by Emmanuele Ciancaglini/Getty Images)
Moise Kean salterà anche la sfida contro la Juventus. Il dolore alla tibia continua a non dare tregua all’attaccante della Fiorentina, che non è riuscito a recuperare nonostante il forcing tentato negli ultimi giorni dal club viola.
A due partite dalla fine della stagione, però, il tema non riguarda più soltanto l’emergenza del momento. Perché i numeri raccontano chiaramente una stagione vissuta troppo spesso a intermittenza.
Tra problemi alla caviglia e il persistente fastidio alla tibia, Kean non è stato inserito nella lista dei convocati per ben 17 partite nel corso della stagione.
Considerando le 52 gare complessive dalla Fiorentina (Juventus compresa) tra campionato e coppe - inclusi anche i 30 minuti supplementari europei giocati contro lo Jagiellonia - la squadra viola ha accumulato circa 4710 minuti stagionali.
Tradotto in termini numerici:
Kean ha saltato circa 1530 minuti per infortunio; ovvero il 32,5% dell’intera stagione viola.
Nonostante i continui stop, l’ex Juventus ha comunque collezionato:
Numeri che raccontano una stagione fatta di lampi, ma mai davvero continua. Ogni volta che sembrava aver trovato ritmo e condizione, infatti, è arrivato un nuovo problema fisico a interromperne il percorso. Un punto a suo favore, paradossalmente, è la sfortuna. Kean, solo in Serie A, nonostante le assenze, è stato il calciatore con maggiori xG (gol attesi), ben 15. Una differenza di ben 7 reti, rispetto alle 8 messe a referto in campionato.
Ed è proprio questo il grande interrogativo che accompagna ora le riflessioni della dirigenza viola. Perché Kean ha mostrato qualità importanti, presenza fisica e capacità di incidere, ma la continuità è mancata troppo spesso. E questo diventa ancor più pesante considerando l'oneroso ingaggio che gli è stato aumentato la scorsa estate.
La Fiorentina dovrà capire quanto poter costruire attorno a un attaccante che, di fatto, ha dovuto convivere per quasi un terzo della stagione con problemi fisici tra tibia e caviglia.
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