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Il tifoso lontano

Il Giglio contro il Pisa vuole tornare a ballare il griddy

Il Giglio contro il Pisa vuole tornare a ballare il griddy - immagine 1
La partita con una visone poetica e romantica
Redazione VN

Dopo la vittoria contro lo Jagiellonia, il Giglio sorride. Nonostante la neve, c'è aria di primavera e di rinascita. Alcuni dicono che lo Jagiellonia era ben poca cosa. Però si sa che in Europa nessuna partita è facile, e lo Jagiellonia aveva dimostrato di essere una squadra solida e tosta. E' lo stato d'animo dei giocatori della Fiorentina che sono scesi in campo ad aver fatto la differenza. Per la prima volta della stagione, contro il Como, e contro lo Jagiellonia, i giocatori sembravano sentire il canto del Giglio. Tutti correvano nella direzione giusta, mossi dallo stesso animo. Consapevoli della loro forza, ma anche della loro debolezza. E, in realtà, come Vanoli ama ripeterlo, la consapevolezza e la comprensione di sé sono molto importanti nel calcio.

A lungo questa stagione, la Fiorentina era alla ricerca di un'identità, e di se stessa. Come in quei libri esistenziali di Sartre e Camus dove l'eroe non è un eroe, e non sa neanche chi è, chi dovrebbe o potrebbe essere, estraneo a se stesso e al mondo. Così la Fiorentina di Pioli era, annegata in un mondo di nebbia, cambiando identità ad ogni partita, senza mai trovare la forma giusta nella quale esistere.

E forse, dopo quasi cent'anni di vita, ci puo' stare di avere una crisi esistenziale, il Giglio si dice, e si ripete, per consolarsi di tutto il tempo perso, e di una stagione buttata alle ortiche.

Invece Vanoli ha avuto le idee più chiare, dall'inizio, cercando di scacciare questa foschia esistenziale nella quale i giocatori si erano persi. Ci è voluto tempo, diversi tentativi e errori, e per la prima volta questa stagione, la Fiorentina ce l'ha fatta a vincere due partite consecutive.

E, adesso il Pisa arriva, cercando disperatamente di fare risultato a Firenze. Il Giglio in realtà non capisce l'odio che i Pisani hanno per i suoi colori. A lui piacerebbe vedere una Toscana unita a fianco della Fiorentina. E' inconcepibile che una parte dei Toscani faccia il tifo per le odiose, spocchiose strisciate, per campanilismo. L'unico modo di ribadire la supremazia della Fiorentina in un modo chiaro e netto è di battere il Pisa. Questa partita è molto più di una partita. E' un altro capitolo del percorso esistenziale della Fiorentina per ritrovarsi, per ritornare alla vita.

Per la prima volta, il Giglio si sente bollire da dentro all'approccio del derby. Questa volta non sarà solamente il Pisa a sentire la rivalità con la Fiorentina. Infatti, il Giglio vuole che i Pisani siano stupiti dalla ferocia e dalla concentrazione che la squadra Viola metterà in campo. Ovviamente, i giocatori della Fiorentina dovranno indossare questo nuovo vestito cucito da Vanoli, Goretti e Paratici per loro. Dovranno essere spavaldi, consapevoli della loro forza, ma anche efficaci in difesa e cinici in attacco. Come fatto da Lezzerini in Conference League, De Gea dovrà anche lui stregare la sua porta. La Fiorentina non deve piu' incassare gol, e deve segnare per ciò che produce.

Prima della partita manca ancora un piccolo dettaglio da sistemare. Il Giglio chiama Amaranto, il gatto fenicio che tifa Viola.

"Voglio tornare a ballare," il Giglio dice semplicemente al suo grande amico porta-fortuna. "Voglio vedere un po' d'allegria in campo. Voglio vedere i miei giocatori vincere, e divertirsi."

"Miao!"

Il Giglio sente un piccolissimo miagolio, e vede una gattina quasi tutta bianca.

"Miao! Sono Ballerina," la gattina dice, drizzandosi sulle sue zampe posteriori per coccolare il Giglio con la sua guancia.

Il Giglio si sente arrossire. Che bella gattina, e che guancia dolce.

"Ballerina," il Giglio sussurra, "voglio che tu ispiri questi giocatori a tornare a ballare. Il griddy... il hip hop... o anche il tango. L'importante è che ballino e che portino la Viola in alto, al salvo! Voglio vincere contro il Pisa in modo molto netto."

Nota sull'autore:

Erik Vincenti Zakhia, è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola). E’ titolare di un master in ingegneria nello sviluppo sostenibile dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, e parla quattro lingue. Potete seguire il suo lavoro su https://www.linkedin.com/in/erik-zakhia/