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Il Giglio viola sogna Caterina… de’ Medici
Dopo la trasferta a Bologna, il Giglio è tornato a Firenze soddisfatto della prestazione dei suoi undici leoni, ma ancora sconsolato all'idea che Rocco Commisso non siederà più in tribuna, a fianco della squadra e dei tifosi. Il bagno nell'Arno gli ha fatto un gran bene. Nell'acqua gelida del fiume, il Giglio ha cambiato pelle, sbarazzandosi di un'altro strato di fango e di paura. In effetti, per la prima volta della stagione, la Fiorentina è riuscita a vincere in trasferta, e a dominare una partita contro una squadra forte e ostica, in una sfida sentita come il derby degli Appennini.
Ora però, il Giglio sa che ci vuole continuità. Il Cagliari è in arrivo a Firenze, dopo aver sconfitto la Juventus. E il Giglio sa che non sarà facile, e che infatti nessuna partita è facile. Spesso durante la scorsa stagione, tifosi e opinionisti davano per scontata la vittoria della Fiorentina di Palladino contro le squadre di media-bassa classifica. E puntualmente, i giocatori entravano in campo con le gambe molli, facendosi sovrastare da formazioni come il Venezia, il Monza o il Verona.
Il Giglio vuole evitare a tutti i costi che la storia si ripeta. Per vincere contro il Cagliari, per la seconda volta consecutiva (cosa mai successa in questo campionato), i giocatori dovranno lottare come leoni, e rimanere concentrati dal primo al novantanovesimo minuto, considerando anche il tempo di recupero. Infatti quest'anno, la Fiorentina non ha ancora vinto contro una "concorrente diretta" nella lotta per non retrocedere. Le due vittorie casalinghe sono arrivate contro Udinese e Cremonese, a un momento in cui queste due squadre stavano nel conforto relativo della metà classifica.
E’ quindi vietato sbagliare l'approccio alla gara. E, se fosse impossibile vincere, bisogna a tutti i costi evitare di perdere, come era successo contro il Verona e il Lecce in casa quest'anno. Tuttavia, il Giglio sa che se i suoi undici leoni giocano come contro il Bologna (specialmente nel primo tempo), cercando di imporre il loro gioco al Cagliari, allora sarà possibile far sorridere nuovamente i tifosi.
E' di nuovo dal Forte Belvedere che il Giglio e i suoi undici leoni aspetteranno il Cagliari. Il Giglio non ha dimenticato che durante la prima giornata di campionato, la Fiorentina vinceva a Cagliari, e che i Cagliaritani pareggiarono la gara nel tempo di recupero. E quel gol subito all'ultimo minuto fu la prima mazzata che contribuì a far scricchiolare la fiducia di una squadra che pensava di poter lottare per la Champions League, e che si è invece ritrovata nei bassifondi della classifica. E' solo da quando il Giglio ha sentito il richiamo di Amaranto, il gatto che tifa Viola dal Libano, che la risalita è lentamente iniziata. Vanoli ha finalmente trovato le corde giuste da toccare, per cercare di unire gli undici leoni e farli correre in campo con un solo scopo, senza mai fermarsi.
E ora, il Giglio si permette anche di sognare un attimo, ricordandosi della storia della sua città. Quando sente la voce della signora Catherine Commisso (a cui vanno le più sincere condoglianze), non può impedirsi di ricordare un'altra donna potente, di un'altro tempo, che ha segnato la storia di Firenze e di tutta l'Europa: Caterina de’ Medici, nata a Firenze, profondamente fiorentina nell'animo, diventata Regina di Francia ai tempi del Rinascimento. Per carità, erano altri tempi, altre usanze. Ma c'è il fascino di vedere una signora potente (un'altra Caterina!) che scrive la storia, in un mondo tradizionalmente dominato dagli uomini.
Ed è proprio questa immagine che piace al Giglio. L'idea che Catherine Commisso possa continuare a seguire con passione la squadra, e che decida di fare di tutto per onorare la memoria di Rocco facendo vincere alla Fiorentina un trofeo per il suo centenario. Allora sì che Rocco sarà felice da lassù, e sarà ricordato non solo come un Presidente appassionato e profondamente umano, ma anche come un Presidente vincente. E se fosse proprio Catherine Commisso a scrivere le pagine di questa storia, assomiglierebbe alle favole di un tempo che tanto piacciono al Giglio.
C'è un aspetto mentale, spesso sottostimato, che è molto importante nel calcio. La lunga malattia di Rocco ha sicuramente avuto un impatto negativo sui risultati della squadra quest'anno. E, ora, se la signora Catherine e suo figlio Joseph stanno vicino alla Fiorentina, chiedendo ai giocatori di giocare per Rocco, e mostrando passione e entusiasmo per i risultati della squadra, potrebbe diventare quella spinta, quella scintilla magica, che permetterà a questi giocatori di diventare grandi… di diventare campioni...
Nota sull'autore:
Erik Vincenti Zakhia, è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola). E’ titolare di un diploma di master d’ingegneria nello sviluppo sostenibile dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, e parla quattro lingue. Potete seguire il suo lavoro su https://www.linkedin.com/in/erik-zakhia/
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