Il Giglio è estremamente deluso, depresso e sconcertato dopo la prestazione della Fiorentina contro l'Udinese. I giocatori avevano l'occasione di fare una gara solida, di guadagnare punti, allontanandosi dalla zona retrocessione e scacciando in modo definitivo le loro paure. E invece, sono andati a perdere 3 a 0, dando di nuovo l'impressione di non essere squadra, dimostrando che in realtà la Fiorentina rischia di dover lottare fino alla fine del campionato per non retrocedere.

Il tifoso lontano
Il Giglio studia come non cadere nella trappola del Parma
Poi al Giglio non piacciono affatto le tabelle, che in realtà non funzionano mai. La Fiorentina dovrebbe, e deve, scendere in campo per vincere ogni volta che gioca. Non puo' mettersi a fare calcoli che servono solamente tre o quattro vittorie sulle dodici partite che rimangono. Altrimenti, la figuraccia di Udine rischia di ripetersi. Inoltre, le vittorie sono arrivate a momenti inaspettati, contro il Bologna e il Como, in trasferta. L'idea che bisogna vincere gli scontri diretti contro le concorrenti per non retrocedere ha inquinato la mente dei giocatori durante mesi, facendo sentire a loro che alcune partite erano più importanti delle altre. In realtà, ogni vittoria porta tre punti, e se la Fiorentina avesse vinto alcune partite di più, sarebbe in una situazione di classifica molto più tranquilla. E poco importa contro chi le vittorie arrivano.
Se il Giglio potesse farsi sentire dalla Società, avrebbe chiesto di mandare giocatori, allenatore e dirigenza in ritiro già da Novembre, finché la Fiorentina non sarebbe risalita alla sesta - settima - ottava posizione in classifica, che corrisponde al suo monte ingaggi. In effetti, la Fiorentina ha dimostrato di poter vincere le partite, tuttavia i giocatori hanno spesso un problema di concentrazione come lo dimostrano tutte le vittorie sfumate negli ultimi minuti, e, spesso, scendono con le gambe molli in campo (come contro l'Udinese o il Sassuolo). In realtà, i giocatori sono pagati profumatamente, e non rendono affatto all'altezza dello stipendio che percepiscono. Invece di impegnarsi al massimo per correggere questa situazione, dopo due vittorie e un pareggio si sentono talmente forti e belli che tornano puntualmente a fare figuracce.
Al Giglio fa molto male criticare la sua squadra, però, la situazione è diventata abbastanza preoccupante e seria, e bisogna dire le cose come stanno. Inoltre, i giocatori chiave non stanno rendendo: De Gea, Kean e Gosens sono l'ombra di loro stessi. Perché non provare ogni tanto altri giocatori, anche giovani dalla Primavera? Perché cambiare modulo se le ali sono indisponibili, o mettere giocatori fuori ruolo, invece di inserire un giocatore della Primavera?
A volte la concorrenza puo' fare del bene ai giocatori. Nessuno deve sentirsi troppo sicuro di avere una maglia da titolare. C'è il Parma che arriva a Firenze, e in questo momento ogni squadra è temibile. Il Giglio sa che i giocatori della Viola dovranno rimanere calmi, anche se non riescono a segnare subito. Bisogna giocare in modo ordinato in difesa, cercando di pungere il Parma in contropiede. In questo momento la Fiorentina deve per forza giocare come una squadra che lotta per salvarsi, e non come una squadra di alta classifica, perché ha una difesa che incassa gol con molta facilità e un attacco che crea tante occasioni senza concretizzarle.
Rimane ancora una cosa da fare prima della partita. Il Giglio chiama Amaranto, il gatto fenicio che tifa Viola, suo amico porta-fortuna.
"Amaranto, il nostro incantesimo non ha funzionato contro l'Udinese..."
"Miao!" Amaranto dice. "Giglio mio, se sapessi come le cose stanno qui da queste parti del mondo. Ci credo che le cose non hanno funzionato. Guardavo la partita mentre pensavo ad altro."
Una lacrima scorre negli occhi del Giglio. Non sa cosa rispondere. Un lungo silenzio. Poi, dice: "Amaranto, amico mio, non ho fiducia in questa squadra. Senza Fortuna non so se ce la facciamo a salvarci. Devi cercare di aiutarmi, di aiutare i tifosi della Fiorentina che soffrono molto. Lo so che la sofferenza che c'è dall'altra parte del Meditteraneo è ben più profonda e dolorosa della nostra, e credimi che prego per la pace con tutto il mio cuore."
"Miao! Ti mandero' Contrabbandiere. Siccome la Fiorentina deve imparare a fare contropiedi efficaci e segnarli, mi sembra il piu' indicato ad aiutarti, Giglio mio. Contrabbandiere è molto giovane, ma tifa già Viola. Poi, però devi cercare di far capire alla squadra di impegnarsi al massimo, perché la fortuna assiste gli audaci."
Nota sull'autore:
Erik Vincenti Zakhia, è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola). E’ titolare di un master in ingegneria nello sviluppo sostenibile dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, e parla quattro lingue. Potete seguire il suo lavoro su https://www.linkedin.com/in/erik-zakhia/
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