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La visione poetica

Il Giglio contro l’incubo rappresentato dal Como di Fabregas

Il Giglio contro l’incubo rappresentato dal Como di Fabregas - immagine 1
Il Giglio propone la sua visione poetica e romantica del calcio e di come salvare la Fiorentina...
Redazione VN

Dopo la partita contro il Torino, e una rimonta assaporata e poi sfumata all'ultimo istante, il Giglio ha la voglia di piangere. Oppure meglio, di urlare ai giocatori di risvegliarsi, di lottare, di smetterla di comportarsi come alghe nel mare. Infatti, troppo spesso, i giocatori della Fiorentina si fanno portare come alghe dalla corrente senza neanche provare a reagire.

E' matematico che quando la Fiorentina si rintana nella propria area di rigore, e lascia l'iniziativa del gioco agli avversari, incassa dei gol. Quindi, perché lasciare il Torino tenere la palla gli ultimi dieci minuti del match senza pressarli, senza riconquistare palla? Sembra logico, e lo è, per tutti, tranne che per i giocatori. E, per il Giglio, tutti i giocatori in campo sono colpevoli. E' il dovere di ognuno di richiamare il suo compagno, di dialogare, e soprattutto, di capire i momenti della partita, e il pericolo di lasciare l'iniziativa del gioco agli avversari.

E' la prima volta nella sua vita quasi centenaria che il Giglio ha delle difficoltà a volere bene ai suoi giocatori. Sente i fischi dei tifosi, e quasi quasi gli verrebbe voglia di fischiare questi giocatori anche lui.

Però il Giglio è consapevole che se lo fa, sarà davvero la fine. Questi giocatori non sono scarsi, ma mancano di carattere, di convinzione e di coraggio. Essendo l'anima della Fiorentina, il Giglio sa che se inizia a mostrare disprezzo ai giocatori, si sfogherà sì, ma li farà anche affondare. Nel suo cuore, il Giglio prova anche a dialogare con i tifosi, chiedendo a loro di incoraggiare la squadra dall'inizio alla fine della partita, e persino fuori dal campo e sui social. Perché in una tale situazione essere uniti è l'unico modo per venirne fuori. Però a Como i tifosi non ci saranno, e anche questo fa innervosire il Giglio...

Il Giglio impallidisce ogni volta che sente nominare i Lariani. La Fiorentina avrebbe dovuto essere più o meno dove sta adesso il Como in classifica. E invece, è nei bassifondi della classifica, prigioniera in un incubo che dura da mesi e che sembra senza via d'uscita. Poi la malasorte si accanisce. C'è come una calamita che attrae ogni tiro degli avversari dentro alla porta della Fiorentina. E, a situazione invertita, i giocatori della Viola calciano sempre sul palo, sulla traversa, o fuori di un soffio.

Il Giglio si chiede quasi se sarebbe il caso di provare un giorno Lezzerini in porta, un'idea che nessun tifoso ha ancora proposto. Ci vuole un portiere che streghi la porta della Viola e che faccia innervosire le squadre avversarie con le sue parate, come faceva De Gea lo scorso campionato. Quest'anno, sono tutti molto tranquilli quando giocano contro la Viola: sanno che anche tirando due o tre volte in porta, faranno due gol. Forse è questo il segreto dell'incantesimo che tiene prigioniera la Fiorentina. Un portiere che abbia fame di dimostrare il suo valore, e che senta questa maglia. Un portiere che sappia ascoltare la voce del Giglio e capire le sue parole, il suo canto.

Il Giglio interrompe le sue riflessioni per un'attimo. Lui in realtà non ci capisce nulla di calcio. Quello è il lavoro dell'allenatore, del direttore sportivo. Forse sta di parte. Forse prova simpatia per Lezzerini perchè ha visto crescere questo ragazzo, che ha indossato la maglia viola durante circa otto anni. Comunque, considerando che De Gea ha fatto parecchi errori quest'anno, il Giglio vorrebbe vedere Lezzerini in campo almeno una volta, forse in Conference, facendo ben capire al ragazzo che quella partita contro il Jagiellonia è la partita della sua vita. Andare avanti in Conference, e salvarsi, è l’unica possibilità di rendere una stagione catastrofica finora, quasi buona (a patto di vincere questa competizione, impresa tutt’altro che facile). E, se Lezzerini riuscirà a stregare la sua porta, bisognerà dargli anche una chance in campionato. Ogni squadra che si rispetta ha due titolari potenziali per ruolo. E quando un titolare commette un errore pesante, bisogna subito sostituirlo la partita di dopo, per fare capire a tutti che la concentrazione deve sempre restare altissima. E questo deve valere per tutti, da Kean a De Gea.

Infatti, il Giglio crede che una parte dei problemi quest'anno siano nati dal fatto che alcuni giocatori, anche dopo aver sbagliato parecchie volte di seguito (giocando ben al di sotto del loro potenziale), hanno continuato ad essere titolari inamovibili.

Un miagolio interrompe le fantasie del Giglio. Una gatta, quasi bianca, appare.

Il Giglio la riconosce subito. Rugiada.

E’ Amaranto, il gatto fenicio che tifa Viola che ne aveva parlato al Giglio, prima della partita contro il Como in Coppa Italia.

"Miao..." Rugiada dice, con un po’ di rammarico.

"Eh sì," il Giglio dice tristemente, "il nostro incantesimo non aveva funzionato quella volta."

"Miao," Rugiada sussurra con un po' più fiducia. "Miao!"

Il Giglio guarda la gatta, incuriosito. E all'improvviso, sente le sue foglie coprirsi di piccole gocce di rugiada che lo dissetano e lo rinvigorano. Si sente più giovane, un po’ spensierato, e capisce che è l'effetto magico dell'acqua del Lago di Como. E il Giglio spera che questa volta riuscirà a farsi sentire dai giocatori e dall'allenatore, dal primo minuto all'ultimo di recupero. Anche se è molto difficile, bisogna vincere.

Nota sull'autore:

Erik Vincenti Zakhia, è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola). E’ titolare di un diploma di master d’ingegneria nello sviluppo sostenibile dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, e parla quattro lingue. Potete seguire il suo lavoro su https://www.linkedin.com/in/erik-zakhia/