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Gosens all’angolo: tutti i motivi del crollo e perché non c’è alternativa

Gosens all’angolo: tutti i motivi del crollo e perché non c’è alternativa - immagine 1
Il tedesco sembra l'ombra del giocatore che la scorsa stagione è andato quasi in doppia doppia: analizziamo tutte le ragioni del suo calo
Niccolò Meoni
Niccolò Meoni Redattore 

Che la Premier League abbia un ritmo diverso rispetto alla Serie A è ormai acclarato, ma spesso i confronti diretti servono a far riemergere questo concetto. Il Palace di Glasner e la Fiorentina di Vanoli andavano a due velocità diverse, come se le Eagles avessero la modalità x2. In particolare gli esterni hanno messo in crisi il sistema viola, le catene laterali di Glasner hanno funzionato. Dodò e Gosens sono stati travolti dall'energia di Mitchell, ma soprattutto di Munoz. Il colombiano ha stravinto il duello con il tedesco.

Il calo di Gosens

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Il 3-4-2-1 di Glasner con la presenza costante dei laterali di fascia, ha rievocato un po' il modello di Gasperini. Proprio quel modello che esaltava Gosens anni fa. Munoz era ovunque, una presenza continua sulla fascia, in grado di arrivare sempre sul fondo, crossare, tagliare dentro l'area, senza mai sembrare in debito d'ossigeno. Non a caso nei primi due gol c'è il suo zampino. Quelle cose che vedevamo fare a Gosens, ma che ora l'ex Atalanta fatica a sostenere. Lo scorso anno nei big match la sua fisicità nei duelli e nell'area avversaria era stata decisiva per Palladino. Chiaramente il passo dell'era Gasperini già con Palladino non poteva esserci, ma insieme a De Gea e Kean era la vera spina dorsale della Fiorentina. La difesa a 4 certamente lo penalizza, ma vederlo andare in sovrapposizione e crossare è un evento rarissimo, idem per i suoi inserimenti sui cross dalla fascia opposta. La sua pericolosità sembra essersi ridotta alla presenza aerea sui piazzati, troppo poco per un giocatore reduce comunque da una stagione quasi in doppia doppia (8 gol e 10 assist nel 2024/2025). Qui la sua prestazione contro il Palace, grazie ai dati di Sofascore.com

 

Nessuna alternativa

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Difensivamente sta soffrendo la spinta delle ali, o degli esterni a tutta fascia, e non è una novità. Ma nei suoi momenti migliori Gosens oscurava i limiti difensivi con un debordante atletismo nella metà campo avversaria e nei duelli. Gli infortuni, come quello patito contro l'Inter in autunno, non lo hanno certamente aiutato, ma questo Gosens è solo un lontano parente della sua versione migliore. Vanoli però non ha alternative al tedesco. Ad inizio stagione la Fiorentina aveva addirittura una certa abbondanza nel ruolo, con Parisi e Fortini come alternative. Adesso però è cambiato tutto, con Ranieri rimesso al centro della difesa (e del progetto di Vanoli), Parisi stabilmente spostato in avanti e Fortini ai box. La poca profondità del reparto difensivo (Rugani non sembra convincere a pieno), non consente a Vanoli di dirottare Ranieri sulla fascia, come invece aveva fatto in Fiorentina-Udinese. Il solo Balbo non può essere una garanzia, per limiti di età ed esperienza, ed arretrare Parisi toglie imprevedibilità alla fascia destra. Ieri Munoz ha messo all'angolo Gosens: Vanoli ha bisogno di una reazione. Se c'è una cosa che non manca al numero 21 è il carattere, come ha sempre dimostrato negli anni. Ecco i dati di Gosens dal passaggio alla difesa a 4 (Fiorentina-Udinese 5-1), forniti da Sofascore.com