Il polverone che si è alzato attorno a Paolo Vanoli, "reo" di non aver concesso minuti al 20enne Riccardo Braschi in assenza di Kean e Piccoli contro il Sassuolo, è a nostro avviso esagerato. Per un semplice motivo: il capo d'accusa, da "Vanoli non ha fatto entrare Braschi", si è rapidamente trasformato in "Vanoli non fa giocare i giovani", fino all'iperbolico "Se l'Italia è fuori dai Mondiali da 12 anni è colpa di allenatori come Vanoli". Con l'ex Torino i giovani hanno sempre giocato, Balbo è un esempio, ma ancora di più lo è Ndour, che percepiamo come senior ma la cui carta d'identità dice 2004, appena due anni in più di Braschi.

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Giovani e futuro, manifesti diversi: i messaggi cifrati di De Rossi e Vanoli
Quindi, riportiamo la questione alla scelta di non far giocare nemmeno pochi minuti al bomber della Primavera: vista la relativa importanza della partita col Sassuolo, questa polemica poteva essere tranquillamente evitata facendolo entrare nel finale, eppure Vanoli ha deciso di cercare la vittoria fino in fondo, rimanendo con Gudmundsson falso nueve. Evidentemente, Braschi non è stato ritenuto all'altezza di questo compito.
Visioni diverse
—In questo contesto, ha fatto specie sentir parlare Daniele De Rossi, tecnico del Genoa, prima e dopo la gara pareggiata per 0-0 contro l'Atalanta. Nel pre-gara, l'ex tecnico della Roma ha detto: "Questi giovani nelle prossime partite li vedremo spesso in campo perché dobbiamo capire dove siamo, chi siamo e a che punto sono loro. Lo stesso vale per tanti altri giocatori che rientreranno nelle rotazioni. Il grosso adesso è raggiunto ed è importante capire cosa dovremmo fare questa estate". Parole facili da leggere: De Rossi, al momento, ha in mente di restare al Genoa dopo averlo salvato e vuole rendersi conto di chi può rimanere in rosa nel 2026/27 e chi no, per cui ruoterà molto da qui a fine maggio. Vanoli, invece, spingerà sull'acceleratore fino alla fine, magari non "per rispetto dei tifosi" come ha detto a Lecce, ma per presentare al meglio il proprio curriculum (anzi, i propri "fatti che parlano da soli") sia alla Fiorentina, nel caso in cui il club viola decidesse di confermarlo, sia alla sue eventuale prossima squadra.
De Rossi sibillino
—Ecco però che De Rossi, interrogato da Sky sulla sua permanenza al Genoa, ha glissato: "Io ho ambizioni ma non ho fretta. La mia carriera è particolare, sono giovane e ho alle spalle molti subentri. Non ho mai iniziato né finito una stagione. La fretta è cattiva consigliera". Il che, unito alla candidatura avanzata oggi a La Gazzetta dello Sport insieme a Grosso e Tedesco, lascia più di una porta aperta in ottica viola.
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