Nell’anno del centenario della Fiorentina, Violanews vi tiene compagnia con una serie di interviste con le persone che, questi cento anni di storia, li hanno scritti e continuano a scriverli. In campo, sugli spalti, coi ricordi e con il tifo. In questa diciannovesima puntata la nostra redazione ha contattato Roberto Galbiati. Nato a Cernusco sul Naviglio, dal 1978/79 al 1981/82 e 1986/87 alla Fiorentina da calciatore con 164 presenze (136 con 1 rete in Serie A, 2 in Coppa UEFA, 23 in Coppa Italia e 3 nel Torneo di Capodanno). Esordio a Taranto in Coppa Italia il 27.08.1978: Taranto-Fiorentina 1-1.

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Galbiati: “1981-’82, bello e tragico. Della Fiorentina di oggi ne salvo solo 3-4”
Un commento sulla situazione attuale della Fiorentina?
“È finita bene un’annata che nessuno si aspettava, con un sacco di problemi. Diciamo che il finale di stagione è stato comunque positivo perché se pensiamo a come era messa la classifica a dicembre, era dura anche soltanto dirlo di salvarsi. Nel complesso, facendo un bilancio finale, c’è davvero poco da salvare di questa squadra, solo tre o quattro giocatori. Bisogna cambiare parecchio e credo che ci sia un dirigente esperto che abbia capito i problemi e sappia toccare i tasti giusti per trovare una soluzione”.
Il ricordo più bello?
“Bello e tragico sportivamente allo stesso tempo. Mi riferisco naturalmente al campionato 1981-82 per come è stato giocato e quanto abbiamo fatto in quell’annata, ma poi per come è finita. Eravamo una squadra forte, i Pontello avevano fatto un grande mercato. Una squadra unita, ci vedevamo con le famiglie e con lo stesso allenatore anche fuori dal campo. I risultati si ottengono così, se si è un gruppo unito”.
L’augurio per il centenario?
“Auguro ai tifosi viola che l’anno prossimo sia un anno di soddisfazioni vere, con una squadra di un certo valore, e di entrare in Europa, in qualsiasi Coppa”.
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