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Il mese di marzo

Fiorentina, il pagellone di marzo – Dai fantasmi di Udine ai gol inutili di Kean

Il ViolAutore

6 al Viola Park (ri)aperto - L'allenamento a porte aperte a Bagno a Ripoli è stata un'ottima idea. Duemila persone, tanti bambini e tanto amore per la Fiorentina. Scene che fanno bene, come a sancire un ritrovato amore tra una piazza che ha vissuto una stagione a dir poco travagliata e un gruppo sembrato a lungo allo sbando. Fermo restando che se le cose dovessero tornare ad andar male, la contestazione riprenderebbe subito, un gesto di questo tipo forse si poteva fare prima.

7 ai 4 gol consecutivi di Ndour - Ha continuato a segnare anche con l'Under 21, a testimonianza di come viva davvero una sorta di magic-moment. Il più importante, va da sè, il tap-in che ha consentito alla Fiorentina di fermare l'Inter ma al di là della pregevolezza del gesto, ha avuto un impatto importante sulla qualificazione anche il destro dal limite con cui aveva punito il portiere del Rakow nell'andata degli ottavi di Conference.

8 al gol di Pongracic in Polonia - Una sorta di colpo da golf vista la distanza dalla porta dei polacchi. Roba che capìta una volta nella vita, soprattutto a un marcatore centrale seppure dai piedi buoni come il croato diventato un autentico perno della difesa viola. Tanto da preoccupare un suo eventuale rientro in ritardo dalla Nazionale che potrebbe precludergli la titolarità nella gara (chiave) di Verona.

9 al gol di Dodo a Cremona - Forse persino più bello di quello del compagno di reparto. Una suolata che mette a sedere contemporaneamente portiere e avversari si vede decisamente di rado. Senza considerare che l'autore del gesto tecnico è stato un difensore. Sangue brasiliano non mente. E chissà che, prima o poi, non torni anche la convocazione nella Selecao.

10 agli (inutili) gol di Kean in Nazionale - Non siamo del partito di chi pensa che si sia risparmiato in viola per presentarsi al meglio in azzurro. Moise aveva provato a caricarsi tutta l'Italia sulle spalle con le due perle di Bergamo e Zenica. Peccato per il coast to coast non finalizzato in Bosnia, ma le certezze sono due. Se Gattuso non è andato al Mondiale non è certo colpa sua. E, almeno su questo, ha ragione Gravina: Kean è il futuro della Nazionale. Speriamo anche della Fiorentina.