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Fiorentina, esci dal buco nero

Redazione VN
La partita vista con un tocco di poesia e creatività

Il Giglio è tornato a casa di nuovo sconsolato dopo la sconfitta di Napoli. Anche se un po' se l'aspettava, quest'idea di iniziare a giocare una partita già battuti prima del fischio d'inizio non gli piace proprio, perché non rispetta i valori storici della Fiorentina.

Senza essere una big, la Fiorentina ha sempre giocato a viso aperto contro tutti, incutendo timore ad ognuno dei suoi avversari attraverso i suoi novantanove anni di storia.

E, questa stagione, troppo spesso questi valori e questa consapevolezza sono mancati, facendo sembrare quasi ogni avversario come il Real Madrid - il Real Lecce, il Real Verona, il Real Parma o il Real Sassuolo... Aver vinto solamente tre gare su ventitré è una cosa impossibile da concepire, per il Giglio, che sente una tale vergogna che avrebbe la voglia di nascondere la sua testa nella sabbia, e di non mostrarsi mai più al mondo.

Però, all'improvviso, il Giglio sente un tocco sulla sua spalla. Si gira e vede una figura nuova, un viso concentrato, occhi determinati.

"Sono Fabio, piacere!"

"Il piacere è tutto mio," il Giglio risponde, stupito di sentirsi quasi sollevato dalla presenza di questo signore che non aveva mai incontrato prima.

"D'ora in poi veglierò su di lei, Giglio, e mi assicurerò personalmente che ogni giocatore che indossa la maglia Viola la onori."

Erano le parole che il Giglio voleva sentire da tempo. E' come se mancasse un tassello, un buco nero creatosi con la scomparsa di Joe Barone, e con la lunga malattia e la perdita di Rocco Commisso. E, i buchi neri tendono a crescere, inghiottendo la luce che li circonda. Poco a poco, il cielo sopra Firenze diventava sempre più cupo, e il povero Giglio non si accorgeva di nulla, dando la colpa della sua debolezza alla qualità della terra nella quale le sue radici affondano, e alla sua venerabile età.

Come diceva Platone più di duemila trecento anni fa, l'essere umano vive in una caverna e la realtà che vede sono solo ombre proiettate sulle pareti. In quella penombra, il Giglio non riusciva più a dare un significato alle prestazioni disastrose della Fiorentina. Ma ora, di fronte a Fabio Paratici, capisce esattamente ciò che mancava. La luce per poter fare la fotosintesi. La comprensione, l’intuizione calcistica, la visione globale di come strutturare una società di calcio che vuole lottare per raggiungere traguardi importanti, e il dialogo quotidiano con i giocatori cercando di vedere al di là della facciata dietro alla quale si nascondono.

All'improvviso, un nodo si scioglie nel cuore del Giglio. Per la prima volta ha la certezza che la Fiorentina uscirà da questa situazione. Il Torino arriva a Firenze, ma il Giglio non ha paura. Sente raggi di sole che lo riscaldano attraverso la foschia. Le sue foglie sembrano già di un verde più intenso...

Nota sull'autore:

Erik Vincenti Zakhia, è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola). E’ titolare di un diploma di master d’ingegneria nello sviluppo sostenibile dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, e parla quattro lingue. Potete seguire il suo lavoro su Linkedin https://www.linkedin.com/in/erik-zakhia/ e su Instagram https://www.instagram.com/arbarodeespero/