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Fiorentina, batti il Sassuolo e Vanoli dimostri il suo valore

Fiorentina, batti il Sassuolo e Vanoli dimostri il suo valore - immagine 1
Dal Libano il nostro tifoso chiede a Vanoli di dimostrare il proprio valore per meritare la riconferma
Redazione VN

Premetto che sono innanzitutto tifoso viola, e chiunque sarà il nostro prossimo allenatore, lo sosterrò. Tuttavia il nome di Fabio Grosso non mi entusiasma, perché nella sua carriera, non ha ottenuto migliori risultati di Paolo Vanoli, che ha il vantaggio di conoscere già la squadra, e di aver retto alla pressione dell’ambiente in questa stagione infernale. Grosso ha ottenuto risultati discreti con il Sassuolo, tuttavia, quando si era ritrovato in una situazione simile a quella della Fiorentina in questa stagione, al Lione (che era in zona retrocessione), non era riuscito a fare ciò che Vanoli ha fatto con la Fiorentina, e si era fatto esonerare. Pierre Sage, l’allenatore che era subentrato a Grosso, aveva riportato il Lione in zona europa a fine campionato (per dire che il Lione non era affatto scarso!). E quindi, sarebbe un azzardo affidare la Fiorentina del prossimo campionato ad un allenatore che, in un ambiente depresso, com’era il Lione a quel momento, non aveva saputo ridare fiducia ai giocatori, affondando con loro.

“Ma Paratici cambierà tutti i giocatori”, alcuni diranno. Scordatevelo, perché è molto difficile da fare: la Fiorentina dovrebbe svenderli (o regalarli) perdendo molti soldi. E’ sicuro che alcuni giocatori andranno via, e che nuovi giocatori arriveranno, però è molto probabile che rivedremo, in campo o in panchina, un grande numero dei calciatori che hanno indossato la maglia viola quest’anno.

E quindi il rischio sarebbe di deprimersi di nuovo dopo alcuni risultati negativi, e di affondare di nuovo nello stesso loop mentale che ha portato la Fiorentina a fare il peggior girone d’andata della sua storia. Quando un essere umano ha una ferita, o subisce un trauma, anche se la piaga si rimargina, rimane una cicatrice, e per parecchio tempo quella zona del corpo (o della mente) continuerà ad essere abbastanza sensibile e vulnerabile. Questo vale anche per i calciatori, e, in particolare De Gea, Ranieri, Comuzzo e compagni, che hanno visto il fondo del baratro, dimenticando come si giocava a pallone per parecchi mesi. Ci sono volute le urla di Vanoli per riportarli in vita, e sto citando De Gea, che ha detto che questa era una squadra morta, dando merito all’allenatore che ha insegnato a loro a lottare (non a cavallo e con una spada, ma a piedi, con un bastone, come facevano i poveri). E’ questa la ragione per la quale la Fiorentina molto spesso gioca male. Per guarire di una ferita, di un trauma, la rieducazione è lunga. L’importante era di risalire il ripido pendio che separava la Fiorentina dalla salvezza, non di divertire il pubblico, a un momento in cui tutta l’Italia calcistica gioiva all’idea di vedere la squadra viola in Serie B.

Abito in Libano, ed è dal paese del cedro, che insieme alla mia famiglia, ad Amaranto, e a tutti gli altri gatti magici, faccio il tifo per la Fiorentina. E qui, ho conosciuto una situazione che mi fa molto pensare a ciò che i tifosi viola hanno attraversato. Nel 2019 c’è stata una contestazione, non di una proprietà calcistica, bensì di tutta la classe politica. Per carità, la gente aveva pienamente ragione, e anch’io sono sceso per strada ed ho partecipato a questo movimento. Uno degli slogan della gente era “tutti vuol dire tutti” chiedendo di spazzare via l’intera classe politica. E purtroppo, questo movimento ha contribuito a destabilizzare il paese, facendo quasi rimpiangere alla gente ciò che c’era prima. E infatti, quando i tifosi della Fiorentina hanno contestato squadra, dirigenza e proprietà a novembre e dicembre 2025, mi ha ricordato di quel particolare. E’ naturale provare rabbia, tuttavia bisogna stare attenti, perché la rabbia brucia, come una fiamma, o un fuoco, e può distruggere tutto. L’arrivo di Vanoli e di Paratici, e la scomparsa del povero Rocco Commisso hanno contribuito a calmare gli animi, allora che la Fiorentina iniziava a macinare punti, abbandonando l’ultimo posto e, nell’ultimo mese, allontanandosi dalla zona retrocessione.

Avendo vissuto molte situazioni difficili (per non dire drammatiche) nella mia vita, come la guerra, la violenza, e una crisi economica che da un giorno all’altro ha fatto perdere alla moneta quasi tutto il suo valore, apprezzo molto la stabilità. Quest’idea di stabilità si applica anche al calcio, e alla Fiorentina. Avrei tenuto Italiano, avrei anche tenuto Palladino (entrambi buoni allenatori, con alcuni limiti, certo, ma comunque buoni). E ora, terrei Vanoli, a patto che riesca a fare almeno 34 punti nel girone di ritorno (gliene mancano 11, che corrispondono a tre vittorie e due pareggi da ottenere in cinque partite, o a quattro vittorie). 34 specificamente, perché è una media di Europa League, quasi da Champions. Vorrebbe dire che nonostante tutta la fragilità e le carenze della squadra, e il brutto gioco espresso in campo, Vanoli è capace di portare risultati. Chi ci dice che con una rosa migliorata, non sarà capace di ripetersi, o persino di fare meglio nel prossimo campionato?

Perché andare a pescare un altro allenatore, che magari non saprà come farsi capire da questa squadra? Perché prendere il rischio di buttare via un’altra stagione. Tutti gli opinionisti parlavano di Pioli come di una garanzia e una scelta ambiziosa: e guardate dove l’ambizione ci ha portati!

Vanoli non è un gran comunicatore, ha alcuni difetti nel leggere le partite, però non è solo colpa sua se molti giocatori mancano di personalità, se Fabbian sembra spaesato in mezzo al campo, se Piccoli segna col contagocce, se Comuzzo si è un po’ perso. Può darsi che una volta conquistata la salvezza (che è un’impresa, perché nessuna squadra ce l’aveva mai fatta a salvarsi avendo ottenuto soltanto 6 punti in 15 giornate), e con una squadra un po’ meglio assortita, alcuni di questi giocatori che attualmente non rendono, migliorino, come è successo con Fagioli, Parisi e Ndour.

E ora, torniamo dentro ai pensieri del Giglio. Il fiore magico che simboleggia la storia quasi centenaria della Fiorentina ha un’anima; ha desideri, sogni, aspirazioni. Il suo sogno sarebbe di fiorire di nuovo (dopo 25 anni), e di vincere il terzo scudetto della sua vita.

In questa stagione molto faticosa, il Giglio ha legato con Amaranto, gatto selvatico che abita sulla sponda orientale del Mar Mediterraneo e gran tifoso viola.

“Amaranto!” il Giglio chiama, “dobbiamo battere il Sassuolo. Anche se non piace a molti tifosi né alla stampa, Paolo Vanoli a me piace, perché sente questi colori dentro di sé. E’ grazie a lui che sono fiorito l’ultima volta, venticinque anni fa, quando segnò in finale di Coppa Italia.”

“Miao!” Amaranto dice. “Ti capisco, gli uomini umili sono i migliori, anche con noi altri, gatti.”

“Sono lieto che almeno tu mi capisca, Amaranto! Dobbiamo battere il Sassuolo per avvicinarci alla salvezza matematica, e anche per scongiurare l’arrivo di Fabio Grosso che non mi piace. Rischia di fare peggio di Vanoli, e nel caso remoto in cui facesse bene, vorrebbe immediatamente andarsene ad allenare una delle squadre a strisce, perché nulla lo lega a Firenze. E io sono stanco di cambiare allenatore ogni stagione o due. Per tornare a vincere, la Fiorentina deve costruire un progetto a lungo termine, come l’Atalanta con Gasperini, o come il Real Betis con Pellegrino…”

Vanoli può diventare questo condottiero? Ce lo dimostri nelle ultime cinque partite...

Nota sull'autore:

Erik Vincenti Zakhia, è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola). E’ titolare di un master in ingegneria nello sviluppo sostenibile dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, e parla quattro lingue. Potete seguire il suo lavoro su https://www.linkedin.com/in/erik-zakhia/ e su https://www.instagram.com/arbarodeespero/