Dalla corsa salvezza della Fiorentina al lavoro di Vanoli, fino alla crescita di Nicolò Fagioli (allenato nelle selezioni giovanili della Juve) e alle scelte della Nazionale: Lamberto Zauli tocca tutti i temi caldi del momento ai microfoni di Violaews, tra analisi e prospettive. Queste le sue parole:

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Fagioli, l’ex tecnico Zauli a VN: “Gattuso ha seguito una linea. Punti al Mondiale”
Buongiorno mister, come valuta la stagione della Fiorentina?
—"Beh, c’è poco da inventarsi. Quest’anno le aspettative della Fiorentina erano molto alte: l’obiettivo era quello di migliorare l’anno precedente, come tutte le squadre. Invece è incappata in un’annata no, si è ritrovata nel dramma di essere agli ultimi posti per tutto il girone d’andata".
Quanto visto nel 2026 dà speranze concrete per la salvezza?
—"Ho visto un’inversione: la squadra nel girone di ritorno ha disputato anche delle ottime partite, un buon calcio più propositivo e ha quasi sempre giocato per fare risultato, cosa che nel girone d’andata sembrava difficilissima da raggiungere. È chiaro che la salvezza non è ancora a portata di mano, è ancora da lottare. Però, con la qualità dei giocatori e considerando le pressioni per la classifica, penso che nelle prossime giornate possa uscire da questa situazione e mettersi alle spalle un’annata molto particolare."
Il lavoro di Vanoli come lo giudica?
—"È chiaro che la panchina della Fiorentina è una panchina importante e ogni allenatore avrebbe piacere di mettersi in gioco in una piazza così. Però l’annata è partita veramente male, probabilmente la testa dei giocatori era molto sul negativo e il gruppo vedeva solo il bicchiere mezzo vuoto. Non è facile raddrizzare una situazione così. Quello che è cambiato è che da quando Vanoli ha cambiato modulo la squadra si riconosce di più, è più coraggiosa e gioca per vincere le partite. Questo li porterà a fare un finale di campionato che permetterà loro di uscire e dimenticare in fretta quest’annata."
Ha visto crescere Fagioli alla Juve prima in Primavera e poi nella Next Gen, l'ha sorpresa il suo rendimento quest'anno?
—"È un ragazzo che è sempre stato sotto i riflettori fin da giovanissimo, le qualità erano sotto gli occhi di tutti: anche Allegri ne parlava benissimo già anni prima. Ha fatto degli errori, ma sta cercando di venirne fuori. Rispetto al girone d’andata, in cui ho visto però tutta la squadra in difficoltà, nel ritorno sta giocando con grande personalità. A prescindere dalla prestazione, oggi vedo un ragazzo dentro al gioco, che partecipa a tutte le fasi. Penso che per lui sia un’annata molto importante."
Pioli ha detto che non era adatto a stare in cabina di regia, con Vanoli però le cose sono cambiate. Per lei qual è il suo vestito tattico giusto?
—"Per me chi sa giocare a centrocampo, quando ha quella qualità tecnica, può fare più ruoli. Poi è chiaro che spetta all’allenatore decidere: a volte serve un regista che fa meno tocchi, altre volte uno che ne fa di più. Dipende da come si vede il calcio. Io penso che lui a centrocampo possa fare quasi tutto perché ha padronanza tecnica, visione di gioco e conduzione della palla."
Ma per lei la convocazione in Nazionale l'avrebbe meritata?
—"La risposta l’ha data Gattuso: ha detto che le sue prestazioni erano da Nazionale. Però Gattuso è responsabile di tutto, ha fatto una scelta ed è giusto così. Nicolò deve continuare a spingere sull'acceleratore per cercare di arrivare al Mondiale. Gattuso ha fatto una scelta di personalità, seguendo una linea chiara, e ci può stare."
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