E' la domanda/riflessione che un po' tutti stanno facendo in questi (bellissimi) giorni: chissà cosa si son detti negli Usa ma di certo, in quelle giornate americane, Paratici deve aver avuto l'autorizzazione a spendere come mai prima. Pensiero comprensibile, guardando quello che è successo in questa prima fase di mercato, ma sostanzialmente errato. Sia chiaro. Non siamo qua a dire che da parte della proprietà sia stato posto chissà quale freno ma sarebbe fuorviante, e forse da un certo punto di vista anche “pericoloso”, immaginare un'estate nella quale la Fiorentina andrà avanti a spendere senza curarsi troppo del bilancio e degli equilibri da rispettare. Non è così, ed è giusto che la gente lo sappia.

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Dopo la grande abbuffata, è tempo di sfoltire (e incassare). Poi gli altri colpi
Più forti, alla fine
—Giustissimo sognare insomma, perché quello che sta accadendo non si era mai visto con questa proprietà, ma senza staccarsi troppo dalla realtà. Ciò non significa (anzi) che a settembre non avremo una squadra decisamente più forte rispetto al recente passato. Anzi. Io ne sono profondamente convinto. I viola si presenteranno ai nastri di partenza del campionato e della stagione con la concreta ambizione di potersela giocare da protagonisti. In campionato, e in Coppa Italia. E poi il futuro. Si stanno finalmente ponendo basi solide per costruire un palazzo che duri negli anni, e che sia sempre più solido e riconoscibile. Proprio per questo però, chi gestisce il club non deve, non può e non vuole mollare troppo il freno.
Stop and go
—Per questo, non ci sarebbe da stupirsi se dopo i botti di queste due settimane andremo incontro ad una (piccola) pausa. Una timida frenata che non vuol dire smettere di concentrarsi sulle entrate (assolutamente no) ma, semplicemente, cercare di mettere “in ghiaccio” le trattative più importanti aspettando il momento giusto per chiuderle definitivamente. Giusto per intendersi: quelle per Oulai, Oso e probabilmente anche Bakayoko sono operazioni molto più che avviate ma, adesso, il direttore sportivo deve concentrarsi sulle uscite. Ed eccoci quindi al punto di partenza. Il mercato della Fiorentina dovrà chiudersi con un saldo il più vicino possibile all'equilibrio assoluto tra acquisti e cessioni ed ecco perché dopo la sgasata iniziale è venuto il momento di fare cassa per poi riaprire il gas.
Chi è uscito e chi in uscita
—Intanto, senza far troppo rumore ma lavorando con costrutto, Paratici ha già portato a casa circa 15 milioni da Beltran, Amatucci, Harder, Fazzini, Gosens, Martinelli e compagnia, che potrebbero presto diventare (quasi) 30 se Moreno e Valentini accetteranno i trasferimenti a Wrexham e Gremio. Ulteriore dimostrazione, visto che spesso si dice che “il direttore sportivo bravo si vede nella capacità di vendere”, di quale sia il livello (top) del diesse viola. Verrà poi il momento di Dodò e Gudmundsson, degli altri esuberi, tenendo sempre presente che davanti a maxi proposte (dai 40 in su) anche Kean potrebbe partire. Non è utopia insomma pensare ad un mercato da “regina” senza che questo voglia dire spendere chissà quanto. Certo, ci vuole pazienza, ma nonostante le apparenze anche questa è dote che non manca al direttore sportivo.
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