Viola News
I migliori video scelti dal nostro canale

VIOLA NEWS esclusive le nostre esclusive Dal Libano “Moise Kean, se credi di essere un prescelto, è ora di dimostrarlo!”

Il tifoso

Dal Libano “Moise Kean, se credi di essere un prescelto, è ora di dimostrarlo!”

Gatti magici
Erik dal Libano parla a cuore parla a Moise Kean
Redazione VN

Dalle sponde orientali del Mar Mediterraneo, dal lontano Libano, si tifa Viola nonostante la guerra. La mia famiglia ed io soffriamo per la Fiorentina, al ritmo dei gol incassati, e delle partite perse. E, la più cocente delusione è stata il crollo contro il Crystal Palace: un 3 a 0 che lascia poca, pochissima speranza per la partita di ritorno, quando i giocatori viola avrebbero dovuto scendere in campo inferociti, perché era la partita più importante della seconda fase di questa sciagurata stagione.

Essere cristiani nel Medio-Oriente non è affatto facile (è un po’ come tifare Viola, ma in peggio!). Siamo purtroppo circondati da altri gruppi religiosi che continuano ad interpretare alla lettera testi sacri scritti centinaia o migliaia di anni fa, litigando per dei pezzetti di terra, uccidendosi a vicenda, e intrappolando i pacifici civili come noi in un conflitto senza fine che dura da decenni e decenni, con poco rispetto della vita umana. In fondo, il mondo è di tutti, ed è abbastanza vasto che ogni cittadino, di qualsiasi religione (e anche senza religione), e di qualsiasi cittadinanza, possa viverci in pace e dignità. Nel 2026, è assurdo che ci siano ancora guerre che causano migliaia di morti, perché tutti hanno accesso all’informazione oramai.

Nonostante il contesto, non abbiamo mai smesso di seguire la Fiorentina, e, i lettori regolari di Violanews conoscono certamente la storia del Giglio e dei gatti magici che ho iniziato a scrivere il 20 dicembre 2025, la vigilia della prima vittoria in campionato della squadra del nostro cuore (quando molti tifosi si erano ormai rassegnati all’idea di retrocedere parecchi mesi in anticipo). Fortunatamente, non è andata così, e la squadra ha poco a poco ritrovato fiducia, riuscendo piano piano a risalire la classifica fino al sedicesimo posto. Rimangono tuttavia 7 partite di campionato da giocare (inclusa quella contro la Lazio), e, nel migliore degli scenari, la Fiorentina arriverà intorno al decimo posto, rimanendo dunque fuori dall’Europa l’anno prossimo.

L’unica strada per qualificarsi di nuovo ad una competizione europea sarebbe di vincere la Conference League. E, quello sarebbe l’unico modo di trasformare una stagione disastrosa in buona. Perché, qualunque cosa Paolo Vanoli dichiari (per cercare di incoraggiare i giocatori), la salvezza non può essere un obiettivo: invece, è un obbligo. I giocatori della Fiorentina guadagnano il doppio, il triplo, rispetto ai giocatori delle squadre contro le quali lottano (Lecce, Cremonese, Cagliari…). E’ inaccettabile pensare che raggiungere la salvezza possa accontentare i tifosi, che sognavano di ben altro nell’anno del Centenario della Fiorentina.

Forse i giocatori non l’hanno capito, visto come nonostante il Crystal Palace vincesse 2 a 0, sembravano quasi accontentarsi del risultato, correndo poco e pressando ancora meno. La loro attitudine (e il risultato) non sono stati apprezzati dai tifosi che avevano fatto lo sforzo di andare fino a Londra per seguire la squadra. Salvarsi 4 giornate prima della fine del campionato, o 2 giornate prima, cambia poco. E’ certamente meglio salvarsi 4 giornate prima, per i nostri nervi stanchi! Tuttavia, uscire dalla Conference League adesso, o andare fino in finale e vincerla, può cambiare la stagione. L’obiettivo iniziale era di fare meglio rispetto al sesto posto ottenuto con Palladino. Vincere la Conference permetterebbe alla Fiorentina di qualificarsi in Europa League, e quindi sarebbe un modo indiretto di raggiungere l’obiettivo fissato da Rocco Commisso ad inizio stagione.

E ci chiediamo, ma dov’è l’orgoglio di questi giocatori? Dovevano scendere in campo a Londra con il fuoco sacro dentro, e dedicare ogni gol (fatto, non subito!) a Rocco, che purtroppo segue la squadra da lassù. Ci teneva a vincere questa coppa: ci teneva a regalare un trofeo a Firenze nell’anno del Centenario. Molti soldi sono stati spesi, forse male, ma non è una ragione per non provare a lottare per questa maglia, e ribaltare questi giudizi negativi, anzi!

Una delle più grandi delusioni della stagione è senz’altro Moise Kean, che ha lo stipendio da top player, ma che ha segnato poco, troppo poco, sbagliando gol facili, e facendo spesso la brutta scelta in campo (tirare quando bisognerebbe passarla, stare in fuorigioco, etc.). Ed ora, ci permetteremo di fare un piccolo strappo, e di parlare direttamente all’uomo simbolo della Fiorentina.

Caro Moise, dal Libano ascoltiamo anche le tue canzoni. E, parli di essere prescelto, o predestinato. L’ora è arrivata di dimostrarlo, non contro la Lazio, non contro il Lecce, ma contro il Crystal Palace, nella sfida di ritorno. Anche se hai male, anche se sei deluso, pensa ai tifosi che soffrono per questa maglia e per questi colori, e che da venticinque anni non hanno potuto gioire una sola volta. Ci sono tifosi Viola settantenni che hanno la voglia di strapparsi i capelli ripensando all’epoca in cui la Fiorentina lottava per vincere lo scudetto, vedendo lo scempio attuale. E cosa vi manca, cosa ti manca? Devi tornare ad essere te stesso, la stella che ha iniziato a brillare sopra Firenze l’anno scorso. La Fiorentina non ha mai ribaltato nella sua storia un 3 a 0 in un turno ad eliminazione diretta. E, dovete farcela, dovete farcela per noi. Tutti i gol che non hai potuto segnare quest’anno, segnali giovedì. E se non puoi proprio scendere in campo (ma speriamo che ce la farai) abbraccia Piccoli, e Gudmundsson e Braschi prima della partita, e spiega a loro come si fa a segnare e ballare il Griddy. Ciò che intendo dire è che lo spirito e l’unione di squadra possono fare tutta la differenza. Albert e Roberto sicuramente si sentono eclissati dalla tua luce, perché quando giochi, sei tu la star. Tuttavia, per diventare un campione, un fuoriclasse, devi imparare ad essere generoso e ad amare i tuoi compagni. E’ questa la chiave magica per tornare ad essere te stesso. Anche tu sei cristiano. Conosci questi valori dei quali parlo. Porti anche il nome di un grande profeta, e, in un’intervista tua madre ne ha spiegato il perché. Caro Moise, scendi in campo giovedì e segna una tripletta, e fa segnare, e soprattutto aiuta la squadra a difendere, pressando gli avversari. Lo scopo è di vincere 4 a 0, di trasformare il Franchi in una bolgia, e di eliminare il Crystal Palace. Non accettiamo nulla di meno, nessuna scusa, nessuna spiegazione. Se sei davvero prescelto, devi farcela. E’ nei momenti difficili che si riconoscono i campioni. Purtroppo l’Italia non andrà ai Mondiali, anche se ci tenevi tanto. Devi considerare che questi quarti di finale di Conference League sono i tuoi Mondiali. Non è la Fiorentina che affronta il Crystal Palace. E’ l’Italia intera che tifa per voi, contro l’Inghilterra. Perché questa stagione rischia di diventare il peggior fallimento del movimento calcistico italiano della storia. Caro Moise, è un affare d’orgoglio. La Fiorentina deve passare, e dare una risposta netta a tutti quelli che dicono che il calcio italiano è morto, e che la Fiorentina ha avuto così tante difficoltà perché ha tanti italiani in squadra. Questo non è vero, però, dovete dimostrarlo in campo. E, un’ultima parola. Se cerchi un modello nel calcio, non seguire le orme di Leao (anche se è un tuo amico), né di Montolivo, né di Cassano. Conosci Giancarlo Antognoni, ancora ricordato come l’unico numero 10 della Fiorentina? Se vuoi essere amato e ricordato come un campione leale e sincero, rimani alla Fiorentina, e ricambia l’amore che questa città ti ha dato. Se ricominci a segnare, se ci fai passare il turno di Conference, i tifosi sono pronti a dimenticare l'obbrobrio di questa stagione, e se vincete questo trofeo, sarete celebrati come eroi. E, l’anno prossimo, fate volare la Fiorentina verso le posizioni alte di classifica. Anche se non lo diranno chiaramente, i tifosi della Fiorentina non si accontentano neppure di un quarto posto: il sogno di ogni tifoso viola sarebbe di vincere il terzo scudetto. E, nella storia del campionato italiano ci sono squadre che non erano le più ricche, che hanno già vinto lo scudetto. Infatti, caro Moise, ciò che fa la differenza, oltre al talento, è l’unione tra i giocatori, e il fatto di avere una vita sana, da veri atleti, con un solo scopo: onorare la maglia che indossate.

Il Giglio sorride sentendo queste parole (siamo tornati nei suoi pensieri). Infatti, sarà all’antica, tuttavia gli piacciono i sani valori del calcio di una volta. I calciatori che guadagnano già milioni e che si permettono di fare capricci per guadagnare ancora di più, giocando deconcentrati finché non ottengono ciò che vogliono, gli fanno tristezza, rabbia e ribrezzo.

Prima del Crystal Palace, c’è la Lazio che arriva al Franchi. Il Giglio sa che la partita contro la Lazio è molto importante, tuttavia, contrariamente a ciò che gli opinionisti dicono, è quella contro il Crystal Palace ad essere fondamentale. Se lo Jagiellonia ha potuto rimontare tre gol alla Fiorentina, la Fiorentina può anche farcela con il Crystal Palace. E’ tutta una questione di mentalità e di approccio. Poi, il vero punto di forza degli inglesi è il loro allenatore (Oliver Glasner), che è vincente, e che ha già vinto trofei prestigiosi con parecchie squadre. Vanoli dovrà cercare di capire come schierare la Fiorentina (sperando di recuperare Kean e Parisi) per mettere in difficoltà gli inglesi, dal primo minuto della partita. Ci vogliono giocatori che saltano l’uomo e danno velocità alla manovra, anche al costo di schierare Puzzoli, Trapani e Balbo.

Il Giglio deve costringersi di smettere di pensare al Crystal Palace, e di concentrarsi invece sulla partita contro la Lazio. Contro la squadra di Sarri, un pareggio sarebbe accettabile: e, in genere, la Fiorentina gioca meglio quando non ha la pressione di dover vincere per forza. L’ideale sarebbe tuttavia di sfruttare le ripartenze per segnare e fare punti, in modo da aumentare il distacco con le squadre che lottano per non retrocedere.

Rimane una cosa da fare per il Giglio. Chiama Amaranto, il suo grande amico porta-fortuna, il gatto che tifa Viola dal Libano.

“Miao!” Amaranto risponde subito, come se aspettasse solo questa chiamata.

“Il cielo è pieno di aquile. Innanzitutto c’è l’aquila biancoceleste da affrontare. E poi dovremo pensare alle aquile che vengono d’oltre manica. Sei pronto?”

“Miao!” dice Amaranto, “la Fiorentina può farcela in entrambe le sfide, egregio Giglio, tuttavia i giocatori devono tornare a fare ciò che sanno fare, lottando per questa maglia come veri leoni, e bersagliando la porta avversaria, abbattendo con le loro frecce ognuna di queste aquile!”

“Dici giusto, Amaranto mio. Nell’assenza di Fagioli e Gudmundsson, spero che Jacopo Fazzini sia determinante contro la Lazio.”

Nota sull'autore:

Erik Vincenti Zakhia, è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola). E’ titolare di un master in ingegneria nello sviluppo sostenibile dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, e parla quattro lingue. Potete seguire il suo lavoro su https://www.linkedin.com/in/erik-zakhia/