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Ci sono giocatori che arrivano a Firenze accompagnati da un'aura di misticismo, quasi fossero segreti ben custoditi pronti a esplodere. Nel gennaio del 2013, il nome che stuzzicava maggiormente l'interesse di opinionisti e tifosi viola era quello di Rafal Wolski. In una Fiorentina che sprizzava classe da tutti i pori sotto la guida di Vincenzo Montella, il giovane polacco rappresentava l'investimento sul talento puro, la scommessa di chi aveva visto in lui il futuro del calcio dell'Est. Un trequartista dai piedi vellutati che sembrava incastrarsi alla perfezione nel "joga bonito" in salsa gigliata. Eppure, nonostante lampi di classe cristallina, la sua stella si è affievolita troppo presto. In questa puntata di Meteore Viola, ripercorriamo la storia del "Mago" di Varsavia che non riuscì mai a completare il suo incantesimo al Franchi.
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