Viola News
I migliori video scelti dal nostro canale

VIOLA NEWS esclusive le nostre esclusive Bell’atmosfera, clima sereno: la “schopenaueriana” torre meteo della Fiorentina

esclusive

Bell’atmosfera, clima sereno: la “schopenaueriana” torre meteo della Fiorentina

Bell’atmosfera, clima sereno: la “schopenaueriana” torre meteo della Fiorentina - immagine 1
Comprensibilmente, il club viola sta cercando di dare contorno alla serenità che gli serve sbandierandola ad ogni occasione
Federico Targetti
Federico Targetti Caporedattore 

La Fiorentina se la sta in qualche modo raccontando. Non bisogna essere esperti di micro-espressioni facciali, non serve prendere e sottoporre i tesserati viola alla macchina della verità. Basta guardare la classifica, ascoltare le urla di Vanoli durante le partite e i fischi del Franchi dopo di esse per capire che il clima non è "abbastanza sereno" come ha detto Parisi in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Rakow. Non è nemmeno la prima volta che sentiamo dichiarazioni del genere, ma sgomberiamo subito il campo da equivoci: non si tratta di un editoriale di critica. Anzi, dopo tante scudisciate è giusto anche offrire una carezza, sperando possa far bene. L'invito è quello a non fermarsi al titolo o al primo paragrafo.

Il primo a parlare di "bell'atmosfera" in maniera che allora è stata abbastanza clamorosa, è stato il direttore generale Ferrari alla serata di gala di inizio dicembre, in un discorso pubblicato tempestivamente dai canali ufficiali del club. La Fiorentina aveva 6 punti in classifica, aveva appena perso a Bergamo con l'Atalanta e sarebbe crollata di lì a pochi giorni contro Sassuolo e Verona. In quel momento ha stonato, ma l'arrivo di Paratici ha evidentemente confermato questa linea: ribadire sempre una serenità di base anche a fronte di problematiche lampanti alla riprova del campo.

Anche l'ex capitano Ranieri, nel suo ultimo intervento al sito ufficiale viola, si è cimentato in questo esercizio, stimolato dalle domande post 0-0 col Parma: "Il gruppo è veramente unito, siamo insieme tutti i giorni. Sembra assurdo ma c'è un bel clima tra di noi. Ci stiamo allenando forte e ne usciremo". Qualcosina, però, è scappato in conferenza stampa: "Il prendersi con qualcuno fa parte del calcio, succede ovunque, ma siamo tutti compatti per portare la Fiorentina alla salvezza". Tradotto, ma non serviva Ranieri per capirlo: ci sono stati rovesci temporaleschi tendenti alla burrasca, altro che clima sereno.

Ripeterlo per convincersene

—  

Il quadro è semplicissimo da dipingere, e incornicia un gruppo che sta cercando di remare a braccia verso il porto per trarre in salvo una nave coi motori in avaria e la carena danneggiata. Le crepe - forse sarebbe meglio dire squarci - sono state stuccate, qualche compartimento allagato è stato sigillato. Avete presente il Titanic? Il leggendario transatlantico affondò perché troppi settori erano ormai compromessi dopo la collisione con l'iceberg. Anche l'equipaggio del Titanic andava ripetendo che era tutto a posto... ma Smith e i suoi ufficiali in confusione ebbero solo tre ore scarse, mentre il team di Ferrari e Paratici ha ancora due mesi abbondanti. E soprattutto, a nostro avviso, non sta sbagliando a cercare con ogni mezzo di irradiare calma e compattezza, ricercandola anche dall'esterno, in un ambiente reduce da un lungo trauma.

Come lo Schopenauer di Benigni

—  

Tutti, ormai, sono consapevoli del fatto che ci sarà da lottare fino in fondo, e nessuno nega che le potenzialità attuali della squadra non vadano oltre la linea di galleggiamento (Vanoli: "La Fiorentina meriterebbe di più, ma al momento siamo questi"), però si può essere al tempo stesso mediocri, consapevoli e relativamente sereni. E' questo che stanno cercando di imprimere nel lorochip mentale (altro termine vanoliano) i protagonisti di questa stagione da psicanalisi. In una scena de "La vita è bella", Guido, il personaggio di Roberto Benigni, osserva curioso l'amico Ferruccio che si sta autoimponendo di dormire, chiedendogli delucidazioni. "Schopenhauer dice che con la volontà si può fare tutto. Io sono ciò che voglio. E in questo momento voglio essere uno che dorme". Ora, prendiamo per buona questa libera interpretazione e semplificazione del pensiero del filosofo tedesco nato in Polonia e applichiamola a quello che sta succedendo al Viola Park: "Io sono ciò che voglio. E in questo momento voglio essere un club sereno". Che alla fine suona meglio di "siamo nella melma, pericolosamente a rischio affondamento", no? Magari questo è il mantra non ufficiale, quello che non viene proiettato al di fuori delle mura di Bagno a Ripoli. In Inghilterra dicevano che De Gea "avrebbe salvato anche il f***uto Titanic". Ora coi suoi compagni ha l'occasione di compiere un'impresa che non ci va troppo lontano.