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Battere Palladino per finire questa stagione degnamente e richiudere una ferita

Redazione VN
La lettura romantica e "felina" del nostro lettore e tifoso viola direttamente dal Libano

Quasi un anno fa, a sorpresa, Palladino salutava la Fiorentina. La parola “salutare” non è adatta in realtà, perché si è dimesso senza una parola di spiegazione, lasciando una squadra evidentemente scombussolata dalla sua partenza improvvisa. E in due mesi Pioli è riuscito a disfare tutti i meccanismi che avevano reso la Fiorentina di Palladino bruttina ma così efficace. Con Pioli, tutti i giocatori chiave della squadra sono diventati fantasmi di loro stessi, complice un mercato in stile “rococò”: giocatori funzionali non sono stati riscattati o sono stati ceduti per pochi spiccioli, e giocatori sono stati comprati al prezzo forte per ruoli già coperti. Sulla carta sembrava un ottimo mercato considerando le spese importanti e il fatto che tutti i leader della squadra fossero rimasti. Poi la realtà è stata molto diversa.

Si può ipotizzare che se Palladino non si fosse dimesso in quel modo, le cose sarebbero andate diversamente. Il mercato sarebbe stato fatto con più intelligenza, perché Palladino conosceva già pregi e difetti della sua squadra. E qui vorrei sbugiardare Palladino: il fatto che la Fiorentina abbia speso intorno ai 70 milioni di euro la scorsa estate dimostra che la volontà di costruire una squadra competitiva era forte. L’alchimia tra Pradè e Pioli non ha funzionato, anche perché Pioli ha voluto rompere con il passato, imponendo il suo modo di vedere il calcio a una squadra che non è stata in grado di capirlo. Già nelle sue prime dichiarazioni di stampa, si vedeva che Pioli era seccato dai paragoni tra la sua Fiorentina e quella di Palladino.

I lettori regolari di Violanews conoscono sicuramente la cronaca del Giglio e dei gatti magici, che scrivo dalla fine di dicembre 2025, dal Libano. E sanno anche quanta importanza do a capire ciò che succede nella testa dei calciatori e dell’allenatore, perché sono convinto che l’aspetto mentale sia importante quanto l’aspetto tecnico. La Fiorentina non sarà probabilmente mai la squadra la più forte per una questione di soldi e di diritti TV, e se vogliamo tornare a vincere un trofeo e lottare per i vertici della classifica, dobbiamo compensare questo divario con una gestione oculata e un’identità forte, usando giocatori del nostro vivaio che sognano di indossare questa maglia. Un giocatore che ama questi colori darà sempre tutto in campo. E bisogna fare la differenza tra un Chiesa e un Vlahovic (che consideravano la Fiorentina come un punto di passaggio) con un Martinelli, un Rubino o un Braschi, che aveva le lacrime agli occhi sotto la Curva Fiesole al Franchi. Sono questi i giocatori da fare crescere, perché loro sentono la voce del Giglio, e sanno cosa significherebbe vincere con questa maglia.

Per chiudere il cerchio e finire questa stagione al meglio, bisogna battere l’Atalanta. Vanoli è stato capace di curare questa squadra: ci è voluto tempo, però ci è riuscito e le prestazioni in crescendo di De Gea in questo finale di stagione ne sono la prova. Con Pioli, tutti i giocatori, anche quelli con maggiore esperienza, erano completamente smarriti. Vanoli ha ridato sicurezza e certezze a loro. La vittoria contro la Juventus è arrivata quando nessuno se l’aspettava, perché i bianconeri avevano decine di milioni di buoni motivi per vincere questa partita. E invece la Fiorentina che era già salva ha dato una piccola lezione alla Juventus, e quest’impresa dimostra concretamente che i giocatori sono con Vanoli.

Battere Palladino sarebbe anche un modo per questi giocatori di richiudere una ferita. Due mesi fa il tecnico campano ironizzava sul fatto che la Fiorentina non sarebbe stata capace a breve di rifare 65 punti in campionato. E invece lui non è stato capace di ripetersi con l’Atalanta, che con Gasperini volava.

Torniamo nei pensieri del Giglio. Il suo sogno è ovviamente di vincere contro l’Atalanta, e di continuare questa striscia di vittorie nel prossimo campionato. Se questa stagione la Fiorentina è stata la grande delusione del campionato, l’anno prossimo il Giglio è convinto che la Viola potrebbe invece essere la rivelazione della Serie A. E, per il Giglio non è necessario mandare via Vanoli che questo succeda. Anzi, conosce già la squadra, sa farsi capire dai giocatori, e con alcuni acquisti azzeccati sarebbe capace di fare il salto di qualità.

Può darsi che il Giglio sia troppo romantico, tuttavia per onestà intellettuale dobbiamo dipingere i suoi pensieri esattamente come si formano.

Rimane una cosa da fare prima della partita contro l’Atalanta. Il Giglio chiama nella distanza e sente un piccolo miagolio rispondergli. Riconosce una piccola gatta bianca che corre verso di lui: è Ballerina.

“Sei venuta tu, Ballerina?” il Giglio chiede un po’ sorpreso ma divertito allo stesso tempo, perché Ballerina inizia subito a fargli le coccole.

“Sì, Giglio mio,” Ballerina dice con la sua piccola voce stridula, “sono venuta perché Moise Kean ti ha abbandonato e per la prossima stagione hai bisogno di trovare un attaccante che sappia ballare...”

“Ma non il griddy!” il Giglio si esclama, "sarò vecchio e all’antica ma mi sono stufato di questo ballo. E Piccoli è troppo statico per imparare a ballare.”

“A me piace Braschi,” Ballerina sussurra, “lui sa fare tantissime cose, anche suonare il violino.”

Nota sull'autore:

Erik Vincenti Zakhia, è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 35 anni, ed abita Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola). E’ titolare di un master in ingegneria nello sviluppo sostenibile dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, e parla quattro lingue. Potete seguire il suo lavoro su https://www.linkedin.com/in/erik-zakhia/