Nell’anno del centenario della Fiorentina, Violanews vi tiene compagnia con una serie di interviste con le persone che, questi cento anni di storia, li hanno scritti e continuano a scriverli. In campo, sugli spalti, coi ricordi e con il tifo. In questa sesta puntata la nostra redazione ha contattato Marco “Barattistuta” Baratti, presidente del gruppo di Curva Fiesole Firenze nel Nord, gente da stadio, nato nel 1990 con il nome di “Resistenza Viola Novara”, attualmente con 160 tesserati.

esclusive
Barattistuta, Firenze nel Nord: “Dalla scelta controcorrente di un bambino alla partita dei sogni”
Un commento sulla situazione attuale della Fiorentina?
“Siamo in una stagione particolarmente sfortunata in cui tutti eravamo partiti convinti di lottare per grandi obiettivi, invece ci siamo trovati con una squadra che sembra avere problemi nello stare in campo dal primo all’ultimo minuto. La situazione è preoccupante, ci serve un filotto di vittorie. In più i cinque cambi probabilmente vengono gestiti male. Tutti i cambi di Vanoli alla fine delle partite servono a tenere la rosa pronta sino alla fine della stagione, ma ci stanno facendo perdere dei punti, perché spesso i cambi hanno peggiorato la squadra dimostrando anche che chi subentra non è entrato in campo nel migliore dei modi. Intanto si va avanti in Europa e noi ci saremo in Polonia con 27 persone! Tanti dicono di distogliere l’attenzione dall’Europa, ma io rimango fiducioso. La Conference potrebbe essere anche un modo per fare emergere qualche giocatore che non ha ancora avuto la possibilità di farsi vedere in campionato. Di solito le squadre che si salvano sono quelle che tengono tutti i giocatori in rosa con le motivazioni alte”.
Il ricordo più bello?
“La Fiorentina l’ho scelta da bambino con mio fratello perché siamo dei bastian contrari, in genere dalle mie parti si scelgono le strisce! I ricordi belli sono tanti. Forse a Wembley con il gol di Bati, perché inaspettato, ma ancora di più il 4 a 2 con la Juventus perché mi piombò addosso l’intera curva in lacrime di gioia. Sì, è questo il ricordo più bello, la grande rimonta. La squadra reagì a un primo tempo vergognoso con una ripresa pazzesca che è rimasta nella storia. Sullo 0 a 2 cercavo di tenere su i miei amici e loro mi prendevano in giro, invece quello che dicevo si è davvero verificato e quella è diventata la partita dei sogni”.
L’augurio per il centenario?
“Quello di avere una proprietà presente molto più di quanto non lo sia stata ultimamente per ovvi motivi. La società si sta strutturando in maniera adeguata con l’arrivo di Paratici e spero che questo comporti anche un tornare nelle posizioni a cui siamo abituati, anche se parlarne adesso che non sappiamo nemmeno se resteremo in Serie A può suonare strano. Dopo il tanto cuore messo da Rocco e Barone, ci vorrà una struttura più professionale con Giuseppe. Se non ci riusciranno, penso che se ne tireranno fuori. Vedo altre proprietà con fondi stranieri, ma lì non sai con chi lamentarti, sono cose da strisciate! Sarei più contento quindi con questa società ma con una struttura più chiara. La retrocessione farebbe fare due passi indietro e renderebbe tutto più difficile. Rimango abbastanza fiducioso perché il gioco sta migliorando e nelle ultime partite non abbiamo raccolto quanto meritavamo, quindi la speranza è questa, di non vanificare tutto proprio nell’anno del centenario”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


/www.violanews.com/assets/uploads/202304/babf7cb18c236902e623597bff687411.jpg)