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Italiano, Ancelotti e il problema della difesa: serve il pessimismo di Rudiger

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Il tecnico viola, dopo la semifinale di andata contro il Club Brugge, ha parlato di percezione del pericolo: è un concetto giusto ma si può semplificare ulteriormente
Federico Targetti
Federico Targetti Redattore 

"Dobbiamo avere la giusta percezione del pericolo, non come nel secondo gol".

Vincenzo Italiano, allenatore della Fiorentina, ha ripetuto per l'ennesima volta questo concetto dopo la gara contro il Club Brugge, poi vinta per 3-2. La squadra viola ha rischiato di mettersi in una posizione piuttosto scomoda in vista del ritorno perché i suoi difensori non si sono resi conto del fatto che la posizione del numero 99 Thiago poteva rappresentare una minaccia, se la palla fosse stata scaraventata oltre la loro linea, anche a casaccio. Cosa che poi è fatalmente avvenuta. Ranieri e Quarta, ma in generale tutta la linea arretrata, non hanno quindi "percepito il pericolo", e non si sono posizionati in maniera tale da neutralizzarlo.

Semplifichiamo

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E' ancora un concetto abbastanza complicato: chiama in causa le marcature preventive, uno attacca e l'altro copre, questione di meccanismi. Allora proviamo a farla più semplice, anche se, come diceva Crujiff, giocare (e quindi trattare) un calcio semplice è la cosa più difficile del mondo. Ci appoggiamo a una leggenda vivente di questo sport, Carlo Ancelotti. Il tecnico del Real Madrid, nel corso di questa stagione, ha elogiato un suo difensore, l'ex Roma Antonio Rudiger, in maniera particolare:


È un difensore molto forte, intelligente e attento. Ha esperienza avendo giocato sia in Italia che in Inghilterra, è bravissimo nel posizionamento e forte di testa. La sua qualità migliore? È un pessimista, pensa sempre che possa succedere qualcosa di negativo. Questo lo rende pronto ad intervenire, è sempre dentro la partita e tiene la concentrazione alta.

Difesa troppo ottimista

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Nella stragrande maggioranza degli altri casi, l'ottimismo è una qualità straordinaria. Aiuta ad affrontare al meglio la vita e a trasmettere sicurezza agli altri, migliora l'atmosfera, attira qualcosa di positivo. Ma se sei un difensore e fronteggi un attaccante ottimista come Thiago, che si getta in picchiata come un falco su una pallonata vagabonda, essere altrettanto ottimista ti fa perdere quell'attimo che è risultato esiziale per Ranieri, quella frazione di secondo che ha tagliato fuori Quarta dall'azione. Servirebbe un pensiero un po' più alla Leopardi, stile pessimismo cosmico, per non vedere la Fiorentina che subisce lo stesso gol... all'Infinito.

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