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Vanoli sì o no? Meglio no: il fattore “rischio” orienti la scelta
La prima domanda che tutti i tifosi oggi si pongono è Paolo Vanoli sì o no? È innegabile che il tecnico varesino stia riuscendo nel compito che gli era stato affidato dopo l’esonero di Stefano Pioli. La salvezza è là poco oltre. Le valutazioni che, però, Fabio Paratici dovrà fare sono molte. Questa Fiorentina, anche con il Lecce, dopo aver raggiunto il vantaggio con il primo gol di Harrison, ha sofferto per tutto il secondo tempo rischiando il tracollo. E non è la prima volta.
È come se questa squadra soffrisse di una crisi di identità: non sa chi è e soprattutto non sa gestire una partita intera. Qualunque formazione Vanoli mandi in campo, il risultato è lo stesso. È una squadra sbilanciata e spesso inspiegabilmente apatica. Colpa di Vanoli? Non è semplice dare una risposta. L’esultanza del gruppo quando la squadra segna un gol sembra genuina, loro sembrano davvero un gruppo, ma lui si sgola tutta la partita, segno evidente che non è contento, come se quel gruppo non riuscisse a rispettare le consegne. Del resto, è opinione comune che il tasso tecnico di questa rosa sia ben altro rispetto alle dirimpettaie di bassa classifica.
Ci sono poi delle questioni, perlomeno curiose, tipo la gestione di Moise Kean. Il centravanti non deve essere un tipo facile. Sembra avere più problemi fuori che dentro il campo. Ha talento, forza, qualità da vero attaccante, ma a volte sembra che sia di una fragilità disastrosa. Ecco, Vanoli con Kean non ci sembra abbia funzionato.
Poi c’è la questione della difesa, o per meglio dire il modo di difendersi. Lo score dice che la Fiorentina ha un delta tra gol fatti e subiti -6. Fa gol ogni partita (1,2) ma ne subisce di più (1,4). Fa gol con difficoltà e ne subisce 14 su calcio piazzato (solo il Verona ha fatto peggio). Il 60% delle reti subite è da dentro l’area di rigore. Anche su questo la mano di Vanoli non pare abbia avuto grande sensibilità. E come se in certi frangenti la squadra fosse presa da un’anarchia tattica imbarazzante. È un dato costante per assurdo di una coerenza marmorea. Colpa di Vanoli? Alcuni ci chiedono: il pareggio di Lecce è un pareggio meritato? Un punto guadagnato o due punti persi? Sono le rituali domande del giorno dopo.
Il calcio è spesso prigioniero degli episodi. E gli episodi sono legati all’Alea ma anche e direi soprattutto al rapporto tra merito proprio e demerito altrui. Da tutto questo è dannatamente difficile ricavarne una verità. Gli eventi, però, determinano il futuro. Pensate alla nazionale: se avesse vinto la gara dei rigori contro la Bosnia non ci sarebbe campagna elettorale, Gattuso verrebbe considerato un eroe e così via. Sulla Fiorentina il discorso non è molto diverso. Paratici dovrà “ripulire” lo spogliatoio da coloro che non sembrano avere margini di miglioramento. E non sarà un’operazione semplice. Soprattutto perché dovrà dedicarsi a molte partenze e a arrivi di qualità. In genere nel calcio si riesce a far bene se non si prendono troppi rischi. Allora Paratici dovrà stabilire se Paolo Vanoli rappresenta un rischio oppure no. Per noi, sì.
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