Un pareggio sofferto, strappato con i denti, un altro mattoncino per blindare una salvezza che, per altro, era già in tasca con ben otto punti di vantaggio. Non vado oltre. Se volete aggiungo applausi a Vanoli perchè ha raggiunto l’obiettivo e non era facile. Stop. Ma adesso che al termine di una stagione fallimentare la Viola è salva, è lecito chiedersi: è questa la Fiorentina che volete? Fatta la domanda, datevi una risposta, come direbbe Marzullo. La mia, per chi interessa, è no: vorrei una Fiorentina migliore.

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È questa la Fiorentina che volete? Su Vanoli ormai è un dibattito surreale
Alle strette col Lecce
—Dopo sei mesi di duro lavoro al Viola Park con Vanoli in panchina, la squadra viola non ha un gioco e la personalità è scarsa, ieri sera ha tirato una volta in porta e fatto gol soltanto grazie a un bel tiro a giro di Harrison. Una prodezza. Per il resto il buio, una sofferenza continua contro il Lecce che lotta, non sa segnare e ha un tasso tecnico imbarazzante nonostante provi a muoversi con delle idee. Una gara simile a quella di Verona e a tante altre, tanto per capirci, nonostante il tasso tecnico superiore della squadra Viola costruita per altri obiettivi.
Niente di eccezionale
—Dopo tanti mesi siamo ancora alla ricerca di una squadra che non c’è e invece avrebbe dovuto esserci, una squadra che almeno avrebbe dovuto crescere con continuità. Niente. Vanoli sicuramente è stato bravo a fare il suo, ha trovato il disastro di Pioli e la macchina l’ha rimessa in moto, ha fatto crescere il rendimento di alcuni giocatori, ma non vedo niente di eccezionale, qualcosa che mi faccia dire “la Fiorentina ha trovato il suo allenatore per il futuro”. Non vedo un guizzo, un’idea, un’invenzione che vada oltre Parisi esterno alto a destra. Fagioli davanti alla difesa giocava già perfino in Nazionale con Spalletti. Se va bene il compitino, ripartiamo pure con un allenatore da sei in pagella quando è in giornata. Può anche essere, ma questo vorrebbe dire che le ambizioni sono e saranno relative. Anche ieri sera, ma non voglio insistere, i cambi sono arrivati al 79’, quando il Lecce aveva già pareggiato, la Fiorentina non ne aveva più da quindici minuti e non riusciva a uscire dalla sua metà campo da almeno dieci. E non voglio neppure ritornare alla Conference e agli applausi dopo l’eliminazione. Ma quali applausi?
Palace? Erano due le partite
—L’errore è stato andare a Londra a fare la partita contro il Crystal Palace, una squadra normalissima che gioca in contropiede. Cosa ha fatto la Fiorentina? Ha preso tre gol. Fine. Certe sfide si programmano su due partite, all’andata sarebbe stato logico giocare con intelligenza, palleggiando, chiudendo le linee, stando compatti per far fare la partita agli inglesi e non il contrario. Il cuore messo in campo nel ritorno, se parlo di calcio, non mi può bastare. E’ stata la miglior partita dell’anno, tanto per accontentarci, e dopo di nuovo il nulla di Lecce. Punticino prezioso a parte.
Singoli
—E pure dei singoli dobbiamo parlare. Piccoli non tiene una palla e non vince un duello, tanto per dire dell’acquisto più costoso dell’era Commisso. E Gudmundsson? La storia di sempre. E ora basta anche con l’orgoglio da “viva il parroco” per riuscire finalmente a spazzare l’area e lottare come una provinciale in difficoltà. Otto punti di vantaggio dovevano portare la Fiorentina a Lecce per giocare e imporre la partita con serenità e superiorità. Niente di tutto questo s’è visto.
La domanda è per Paratici
—Chiudo riaprendo il dibattito sull’allenatore. Sbandierare numeri è assurdo. La Fiorentina di Pioli era un disastro, ma era ed è comunque una squadra con valori importanti. Una volta rimessa in sesto e Vanoli è stato bravo, ha fatto punti proprio per questo, per la qualità. Non vale il Lecce, appunto, o la Cremonese o il Verona. Ma è più forte di molte altre. Con tutto il rispetto. La crescita non è andata oltre e questo deve far riflettere, la dimostrazione di quello che dico è arrivata anche dalle ultime gare sofferte. Quindi ripeto la domanda anche per la società: è questa la Fiorentina che volete? Se la risposta è affermativa è giusto tenere Vanoli, dargli il premio produzione, ringraziarlo per la salvezza e stimolarlo a fare di più. Dal suo punto di vista un’occasione se l’è meritata e l’ha detto. Se invece i piani di Paratici prevedono una crescita rapida, ambizioni forti per tornare subito in Europa con un calcio più avvincente di questo, in giro ci sono tante soluzioni. Non farò mai nomi, non ho preferenze, per me vanno tutti bene, la scelta è ovviamente di Paratici che fa il direttore sportivo. Ma l’ho scritto e mi ripeto: dalla scelta dell’allenatore capiremo molte cose anche senza aspettare radio Viola Park. E sapremo anche che mandato e che budget ha Paratici. Carta bianca, grigia o nera?
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