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Vanoli da esonero, ma non si può esonerare. Ora basta: con questa media punti è Serie B
Vanoli sarebbe da esonero, ma non si può esonerare.
E’ questa l’estrema sintesi di quello che sta accadendo dentro e attorno alla Fiorentina sempre più alle prese con il fantasma della serie B che si aggira nei viali del Viola Park.
Il pareggio con il Toro ha rimesso in moto le paure più profonde, l’idea di essere sull’orlo dell’abisso ora spero appartenga a tutti, anche a quei dirigenti superficiali e inadatti che qualche settimana fa parlavano sbandierando ottimistiche tabelle e raccontavano le favole viola.
La realtà è dura e cruda e non da oggi, salvarsi sarà difficile anche con il carrarmato, per dirla alla Paratici.
Per capire basterebbe avere l’umiltà per informarsi, almeno la capacità di leggere i numeri che non mentono mai.
Vanoli è sulla panchina della Fiorentina da quattordici giornate, ha vinto tre volte (Udinese, Cremonese e Bologna), pareggiato quattro e perso sei. In totale fanno quattordici punti, uno a partita. Siccome da qui alla fine mancano appunto altre quattordici partite, con la media-punti tenuta fino ad oggi da Vanoli si arriverebbe a trentadue punti. Pochi, pochissimi. Dubito fortemente che a trentadue punti ci si possa salvare. Dunque?
Vanoli sarebbe da esonero. Hanno ragione quelli che lo criticano, anche sabato i cambi sono stati sbagliati, non si cambiano insieme due centrocampisti su tre, soprattutto quando sei in vantaggio e l’avversario non ti sta mettendo in difficoltà. Certe partite vanno conservate, addormentate, messe in frigo, troppi cambiamenti alterano gli equilibri. Ma il primo ad avere paura è stato proprio l’allenatore, l’ingresso di Ranieri ha mandato messaggi sbagliati e consegnato il pareggio al Toro.
Diciamo un’altra verità: Vanoli da quando è arrivato è cresciuto poco lui ed è cresciuta poco la Fiorentina. La squadra viola aveva ed ha ancora oggi il difetto più grosso per una squadra che deve salvarsi: non sa difendere.
Ecco perchè Vanoli sarebbe da esonero, i numeri non tornano, torna poco o nulla. E la classifica è sempre più drammatica per le vittorie del Parma e del Lecce. Tutto evidente, chiaro.
Il perchè la Fiorentina lo difenda, non si voglia neppure sentire parlare di un altro cambio in panchina è però altrettanto chiaro.
Non c’è più tempo per un’altra rivoluzione, quattordici partite sono pochissime, il tempo di ambientarsi per qualsiasi allenatore e sei già in serie B.
Anche pensare a uno specialista in salvezze come Iachini, almeno nell’immaginario collettivo, non avrebbe senso calcistico perchè questa non è una squadra iachiniana, non c’è nessuno con quel carattere, con quelle caratteristiche, non c’è neppure un medianaccio, un difensoraccio. Niente di niente.
Questa è una squadra costruita male, troppo leggera, per certi versi c’è tecnica, deve fare un minimo di gioco, non sa subire. E neppure il mercato di gennaio ha corretto quel difetto cronico e aiutato Vanoli, in difesa è arrivato solo Rugani e per di più non pronto fisicamente.
Non resta che supportare Vanoli, aiutarlo a sbagliare meno, consigliandolo, standogli vicino. E lui deve capire una volta per tutte cosa deve fare una squadra per salvarsi. Non voglio riparlare di Paratici, davvero non voglio far passare il suo arrivo in Fiorentina come l’apparizione della Madonna, ma soltanto un uomo esperto come lui, vincente e carismatico, può parlare con l’allenatore, sa stargli vicino per confrontarsi, per consigliarsi. Il direttore sportivo serve anche a questo, anzi, soprattutto a questo.
E Vanoli l’ha subito detto, ora non è più un uomo solo, fino a ieri terrorizzato al solo pensiero di dover parlare di calcio con Ferrari. Questo non l’ha detto, ma era chiaro.
Poi, ovviamente, in panchina ci va l’allenatore e nel momento decisionale deve dimostrare carattere, coraggio e lucidità. Quando hai una squadra fragile come questa e sei in vantaggio, soprattutto come sabato con il Torino, ma un po’ con tutti, mai abbassare la difesa dentro l’area (prima o poi te lo fanno), difendersi compatti con due linee, una da quattro e una da cinque, fare densità in mezzo al campo, lasciando davanti solo Kean. Sabato non avrei toccato il centrocampo, avrei messo Ranieri (ma prima) dietro a Parisi e Fortini davanti a Dodò sugli esterni per fare due catene e continuare a spingere, cercando di fare possesso e infilare qualche palla per Kean. Calcio semplice, basico. Non c’è altra strada, una difesa che non sa difendere come quella della Fiorentina, va soltanto protetta dal centrocampo e deve giocare in maniera molto compatta.
Non penso che Vanoli non abbia insegnato i meccanismi difensivi e non continui a farlo in tutti gli allenamenti, semplicemente certe cose le sai fare o non le sai fare. La personalità ce l’hai o non ce l’hai.
Spero che Rugani torni disponibile prima possibile, sicuramente sarà una guida difensiva più abile dei suoi colleghi, per dare alla difesa viola almeno una parvenza di reparto.
Sabato in trasferta c’è l’ispiratissimo Como che gioca stasera in coppa Italia con il Napoli. Non faccio tabelle, ogni gara va giocata come fosse l’ultima, aspetto quel cambio di mentalità che finora non s’è visto. Mancano diciannove punti, forse diciotto. Vanno strappati un po’ dappertutto, anche a Como. Almeno provateci.
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