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Vanoli da esonero, la squadra non risponde. Ecco perchè salvarsi è un’impresa disperata

Vanoli da esonero, la squadra non risponde. Ecco perchè salvarsi è un’impresa disperata - immagine 1
La Fiorentina non decolla e pareggia ancora. L'opinione del nostro Enzo Bucchioni sulla situazione di Vanoli
Enzo Bucchioni Editorialista 

Spero solo che siano parole di circostanza, bugie per necessità, ma sentire Vanoli che elogia il punto preso col Parma (oggi la Fiorentina sarebbe salva, è vero) dà l’idea di un allenatore, di una squadra e di una società lontani dal comprendere fino in fondo una realtà drammatica. E quindi senza anticorpi per affrontarla.

Dopo questo pari e l’ennesima non partita,  la serie B non è più soltanto un pericolo, evitare la retrocessione adesso è ancor più complicatissimo. 

La gara col Parma, sulla carta, era una delle poche rimaste con una percentuale altissima di vittoria anche per questa Fiorentina, per il relativo valore dell’avversario, perchè sono quasi salvi, perchè avevano assenze importanti. Potevi e dovevi vincere. Non solo la Fiorentina non ha vinto, ma ha pure rischiato di perdere contro il peggior attacco della serie A. Se davanti avessero anche loro un Davis qualsiasi come l’Udinese, probabilmente sarebbe stato un altro dramma. Ancora: questo pari ti mette in difficoltà anche per la gara fondamentale di lunedì, lo spareggio con la Cremonese. Vincendo col Parma, in teoria, a Cremona ti poteva andar bene anche il pareggio. Ora sei costretto a vincere in trasferta, su un terreno caldissimo, contro una squadra assatanata che vuole salvarsi a tutti i costi, con dentro la rabbia per un rigore negato a Lecce. Un inferno.

Dove li vai a recuperare i punti lasciati al Parma, con l’Inter, la Juve, l’Atalanta, la Roma, la Lazio? Ma neppure col Verona che spera ancora o a Lecce dove sanno come salvarsi.

Purtroppo la realtà racconta che la Fiorentina di oggi è la stessa di agosto, di ottobre, di un mese fa, di sempre. Poche le eccezioni. E’ una squadra senz’anima, senza leader, senza orgoglio, senza gioco, senza niente. Può perdere con tutti.

Ho forte e chiara da tempo la sensazione che a questo gruppo di giocatori interessi ben poco quello che sta succedendo, timbrano il cartellino come il peggior impiegato di certi film, si curano solo dello stipendio, magari già pensando alla squadra dove giocherà l’anno prossimo. Non ho altra spiegazione. E sentire dire Ranieri che il gruppo è coeso e motivato è un’aggravante. Figuriamoci se non lo fosse…

Sembra esserci la sindrome del Viola Park, non ci sono spiegazioni calcisticamente logiche se non quelle di un disastro gestionale che parte da lontano.

Nei mesi sono stati divorati allenatori, direttori sportivi, giocatori…Anche ottimi professionisti.

Pensate a Dzeko, sembrava non sapesse più correre, sta facendo molto bene con lo Schalke 04 che lotta per tornare in Bundesliga, ma è solo uno degli esempi.

L’ultimo è Paratici, un uomo di calcio riconosciuto. Lavora da tre mesi attorno al mondo viola e neppure lui ha trovato la chiave per aprire nuove strade.

C’è da esonerare l’allenatore?

Per ora il tema non è mai stato all’ordine del giorno. Forse ci si doveva pensare prima.

Ci sono da imporre regole più severe?

Se sono state imposte non ne abbiamo visto l’effetto. Anche nei giorni scorsi mi sono capitate sui social foto di giocatori al ristorante dopo la sconfitta di Udine. In certi casi la forma è sostanza.

C’è da imporre un ritiro?

Non so, sono ricette antiche. Ma qualcosa andrà fatto, la sensazione che la macchina sia senza pilota è ancora forte e chiara.

Anche il mercato di gennaio non ha corretto più di tanto i difetti di questa squadra. Soltanto Solomon ha dato l’idea di essere un valore. 

E adesso?

Dieci giornate alla fine forse sono poche per mettere in panchina un terzo allenatore, ma ci penserei.

Vanoli ha fallito sotto l’aspetto motivazionale. Ha lavorato molto sul campo e si vede, ha cercato di incidere sulle cose calcistiche anche con scelte discutibili, ma quello lo ha fatto. Probabilmente invece questo gruppo andava lavorato molto di più sulla testa, sul carattere, l’indolenza vista in campo è un male oscuro. In campo nel Parma c’erano due semi-debuttanti, ma erano sempre primi sul pallone. E poi le parole dette da Vanoli nel post Udine “i giocatori devono farsi l’esame di coscienza”, non devono aver suscitato entusiasmo nel vedere le facce dei giocatori.

E’ il caso di imporre un silenzio stampa totale per chiudersi dentro quel carro armato evocato da Paratici che al Viola Park non s’è mai visto?

Pensateci. Fate qualcosa, perchè qualcosa va fatto per evitare la serie B fino a quando ce ne sono le possibilità. E smettetela di pensare che questa squadra è più forte di Cremonese e Lecce e in dieci giornate dodici punti li può comunque fare tranquillamente. Non funziona così, ormai dovrebbe essere chiaro. Se poi tutti si risvegliano d’improvviso è un altro discorso, ma per ora non è successo mai.

Basta presunzione, fate autocritica invece. Siate umili.

Infine penso a Joseph Commisso, il nuovo presidente. Oltre al lutto da metabolizzare, sicuramente avrà mille impegni in Mediacom e vive un momento complicato, ma sono sempre stato dell’avviso che vedere il presidente, il padrone, quello che ti paga, ai giocatori può fare un qualche effetto. Vogliamo provare anche questa?

Oppure, l’ho già scritto e lo ripeto, presidente Commisso pensi a vendere perchè in serie A o in serie B (corna e bicorna) a questa società serve altro. Molto altro