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Fiorentina… e “Dieci piccoli indiani”

Fiorentina… e “Dieci piccoli indiani” - immagine 1
L'opinione del nostro Massimo Sandrelli
Massimo Sandrelli

Dopo quasi venti minuti dall’inizio, cercandomi di scuotere dal torpore nel quale stavo scivolando guardando Fiorentina-Parma, mi è sovvenuto un pensiero: ma non è che si son messi d’accordo? Per carità non roba da ufficio inchieste ma una volta quando il risultato andava bene a entrambe le parti, i due capitani si davano un’occhiata e si capivano.

Ma poi mi sono chiesto: ma alla Fiorentina conviene? E allora lo stupore è diventato sconforto. Stefano Cecchi, prodigo commentatore di cose viola, e David Guetta, l’indiscussa “voce” che accompagna la Fiorentina da tutta la sua storia contemporanea, si domandano se non sia tardi per cambiare Vanoli. Detto che non esiste mai una verità assoluta mi chiedo: di fronte ad un tale scempio una società, pur malridotta, ha il dovere di intervenire oppure se ne deve stare immobile, rassegnata e pavida? Una squadra è tale se dimostra la volontà collettiva di perseguire un obiettivo. Contro il Parma la Fiorentina doveva in tutti i modi cercare una vittoria.

Nel tabellino si legge: una leggera supremazia nel possesso palla, falli subiti 12 contro 14, cartellini gialli 2 (Mandragora e Dodo’) 36 cross fatti, tiri respinti 5, uno in porta. Vi sembra il bollettino di una partita disputata con l’agonismo che serviva? A me no. La Fiorentina attuale è una squadra apatica, spenta, priva di ogni velleità. E con la Cremonese si giocherà gran parte del suo destino.

Moise Kean se ne sta in tribuna, degli altri nessuno che si assuma la responsabilità di un tiro. Gudmunson ancheggia senza mai a provare l’affondo di un dribbling, Fagioli passeggia cercando l’ispirazione per un passaggio illuminante che non partorisce mai, Piccoli lotta di fisico ma la sua virilità offensiva si spenge nel corpo a corpo. Gli altri sono accomunati da uno sguardo smarrito nell’incertezza. E Vanoli si incaponisce proponendo e riproponendo le solite alternative che si rivelano puntualmente inutili. Di chi è la colpa? Non c’è un colpevole o meglio non ce n’è uno solo.

Sembra il capolavoro di Agatha Christie “Dieci piccoli indiani”: tutti colpevoli e alla fine non restò più nessuno. Di giallo in questa storia c’è poco. Di certo nella Fiorentina di quest’anno c’è un baco. Qualcosa che ha fatto sprecare soldi, fatica e talento. Si possono fare molte ipotesi ma l’urgenza ora è quella di stabilire se, così stando le cose, la Fiorentina può raggiungere la salvezza. Se la società è convinta bene, altrimenti per qualunque tentativo, compreso il cambio di panchina, non è mai troppo tardi.