Una serata perfetta, forse la prima di questa stagione maledetta, dove funziona tutto e tutto gira nella direzione giusta.

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Una serata perfetta per la Conference ma soprattutto per la salvezza con il Pisa
Va benissimo il risultato, ovviamente, che in pratica qualifica già la Fiorentina agli ottavi di finale.
Va benissimo perchè adesso la Conference può tornare ad essere un obiettivo.
Va benissimo questo tre a zero che consentirà di gestire serenamente il ritorno giovedì prossimo al Franchi, senza spendere alcuna energia fisica o nervosa.
Va benissimo l’ampio turn over deciso da Vanoli che ha consentito di risparmiare moltissimi dei titolari e rimettere in circolo quei giocatori che si sono visti meno negli ultimi tempi, ma che torneranno utili come Gosens, Fazzini, Fabbian ma anche altri.
Va benissimo questa insidiosa trasferta nel gelo, logisticamente difficile, che riporta in Italia una squadra felice, con l’autostima più alta, senza infortuni e meno preoccupazioni, dopo due partite consecutive vinte per la prima volta in stagione.
Va benissimo una partita del genere per preparare il derby di lunedì prossimo con il Pisa, un’altra partita decisiva in chiave salvezza, un’altra partita da vincere a tutti i costi.
Non è una serata perfetta questa?
Forse è andata anche oltre le aspettative e le speranze.
Merito, ovviamente, dell’allenatore che strategicamente l’ha preparata nel migliore dei modi con scelte coraggiose, supportato da Paratici, ma anche di un gruppo di giocatori che fisicamente sta bene, ma anche finalmente coeso, concentrato, umile e determinato. Titolari o riserve non importa, sembrano davvero tutti dentro un obiettivo comune.
E non c’era niente di scontato con in campo una squadra sostanzialmente nuova, che non aveva mai giocato assieme, su un campo ambientalmente e logisticamente difficile, la testa che poteva essere concentrata più sul Pisa che sullo Jagiellonia.
Giusta anche la decisione di non fare la partita nel primo tempo, di stare bassi e compatti, rallentare il ritmo, senza dare spazio, contenere gli avversari e stop. Poi, una volta visto il valore tecnico non eccelso dei polacchi, capito che comunque si poteva giocare anche in quel clima, nella ripresa la Fiorentina è venuta fuori con la maggiore qualità complessiva di tutti i giocatori, ha alzato un pò la difesa e il ritmo, portato a casa tutto quello che voleva, perfino un risultato rotondo.
Bene Ranieri recuperato dopo un periodo di appannamento, come già detto Fazzini e Gosens, ma anche Fabbian, Ndour, Piccoli e Fortini. Niente di trascendentale, ma tutto giusto. Atteggiamento compreso.
Ora c’è il Pisa, sarà una gara complessa per mille motivi. Per loro l’ultima speranza.
L’aria viola sembra cambiata, ma resto realista. Servirà un’altra partita di personalità e concentrazione, ben sapendo che anche in questo caso i valori sono diversi e devono emergere.
Mancherà lo squalificato Mandragora, il migliore ieri sera. E’ l’unico dubbio che mi resta pensando alla formazione.
Chi lo sostituirà?
La logica fa pensare a Ndour, ma Fabbian può essere un’alternativa. Se Gudmundsson sta bene (non lo sappiamo) una suggestione potrebbe far pensare al 4-2-3-1 con Gud sottopunta, Solomon e Harrison esterni con Fagioli e Brescianini in mezzo. Suggestione appunto.
Credo invece che Vanoli riproporrà sicuramente i dieci di Como, vale a dire De Gea, Dodò, Pongracic, Ranieri e Parisi; Brescianini, Fagioli; Harrison, Solomon, Kean.
Per scegliere l’undicesimo ci sono tre giorni per valutare e decidere, ma Vanoli lo può fare serenamente, non è più un uomo solo al Viola Park, adesso di calcio può parlare e confrontarsi con Paratici. Non è poco.
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