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Respiriamo: è finito l’incubo retrocessione. Ora un allenatore di livello e nuove idee

Enzo Bucchioni Editorialista 
La Fiorentina batte la Lazio, e si avvicina alla salvezza. Ora la società deve pensare al futuro

Contava solo vincere, contavano soltanto questi tre punti fondamentali e sono arrivati. Diciamolo, urliamolo: la Fiorentina è salva. Non aritmeticamente, ma salva. Finalmente salva.

Otto punti di vantaggio sulla zona retrocessione a sei giornate dalla fine, con tre squadre alle spalle (Cagliari, Lecce e Cremonese), più due già praticamente retrocesse come Pisa e Verona, sono la fotografia di una salvezza praticamente raggiunta.

Non è stato facile neppure battere la Lazio, diciamolo, ma ormai la stagione di questa squadra non si può più cambiare e come detto più volte, bisogna prendere quello che viene e pensare all’obiettivo. Un solo tiro in porta, un colpo di testa di Gosens, ha dato la vittoria, più o meno come a Verona. E’ cambiato solo il vento e s’era capito da tempo, la Fiorentina non gioca, ma almeno ha imparato a essere cinica, a ottimizzare, sa anche perdere tempo, porta a casa partite sporche. Per salvarsi serviva questo. Gare spesso inguardabili come quella di ieri sera danno punti, ma non importa. Questa è una stagione maledetta, per molti versi drammatica, a un certo punto proprio il vento contro sembrava dirti che c’era poco da fare e invece l’esserne usciti vivi può diventare una soddisfazione. Amara, ma la soddisfazione resta.

Attenzione però a non confondere una salvezza disperata con il calcio. Non vorrei sentire nessun giocatore e soprattutto nessun dirigente vantarsi di quello che sta succedendo perchè un’annata come questa, una delle peggiori della storia della Fiorentina, resta un fallimento, una vergogna, un marchio, e l’essere riusciti a conquistare la salvezza è soltanto un dovere e un obbligo, non un merito.

Inguardabile anche la partita di ieri sera, ma anche la prestazione di molti singoli, piena di errori tecnici, nonostante la squadra di Sarri avesse il pensiero alla semifinale di coppa Italia in programma fra dieci giorni contro l’Atalanta. La Lazio è venuta a Firenze senza tanti titolari come la Fiorentina, ha gestito l’organico e le forze per provare a recuperare qualche giocatore. Ha tenuto il ritmo di un allenamento, ma neppure in queste condizioni la Viola è riuscita a fare un minimo gioco, a essere pericolosa, a costruire. Ripeto: oggi mi interessa più di tanto.

Il futuro

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Penso soprattutto al futuro, credo che anche partite come quella di ieri sera abbiano dimostrato la sufficienza appena risicata del lavoro dell’allenatore, non c’è uno straccio di identità dopo cinque mesi e mezzo, e la modestia di troppi giocatori è evidente. Anche di molti arrivati a gennaio, quelli presi da Paratici.

Spero che come i tifosi, pure il nuovo direttore generale dell’area tecnica non voglia più vedere partite come quella di ieri sera o di giovedì scorso, tanto per parlare delle ultime, e abbia capito che la rivoluzione dovrà essere netta, totale.

Firenze è la città della bellezza, i tifosi hanno sopportato e supportato la squadra in maniera encomiabile, ma solo per necessità. Questa stagione ora va cancellata in fretta con una programmazione seria, giocatori all’altezza e un progetto tecnico che non abbia il minimo aggancio con questo. Firenze ha ingoiato un anno come questo, non sopporterà altre mediocrità, questo è bene che Paratici lo sappia perchè sentir parlare di programmi pluriennali, di giovani da far crescere è tutto molto bello e condivisibile, ma prima del futuro c’è un presente da cambiare. A cominciare dall’allenatore.

A Firenze piace molto l’idea Sarri e piace molto anche a me, ma Sarri e Paratici alla Juve hanno litigato pesantemente, l’allenatore è stato esonerato, tenuto un anno fermo, non so se ieri sera dopo tanto si sono riparlati, ma l’idea non sembra così praticabile. Ho scritto un mese fa che molti indizi mi portano a Grosso che sta facendo benissimo al Sassuolo e che Paratici aveva portato alla Primavera della Juve. Ma l’importante è decidere che tipo di calcio si voglia fare e in base a questo si scelga il tecnico e di conseguenza i giocatori. Cose basiche che la Fiorentina negli ultimi anni purtroppo non ha fatto.

ATTENZIONE. Sono pronto a rimangiarmi gran parte di quanto scritto dell’allenatore e di questa squadra se giovedì sera d’improvviso apparissero in campo undici leoni affamati (compreso Kean) con la voglia e capaci di ribaltare il risultato di Londra. Undici leoni che aspettiamo inutilmente da agosto, ma un’ultima possibilità va data a tutti.