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Paratici ha davvero carta bianca o no? Grosso, nessun problema per liberarsi

Paratici ha davvero carta bianca o no? Grosso, nessun problema per liberarsi - immagine 1
Fabio Paratici vorrebbe confermare davvero Paolo Vanoli? Se fosse così, si potrebbe parlare di "scelta condizionata"
Enzo Bucchioni Editorialista 

Paratici ha davvero carta bianca? E’ questo il grande interrogativo che ruota attorno alla Fiorentina pensando all’oggi, ma soprattutto aspettando la ricostruzione di una squadra ridotta a un cumulo di macerie. Qualcuno si chiederà da dove arrivi il dubbio, da cosa nasca, come mai dopo quattro mesi dal suo arrivo non ci siano certezze-certe (diciamo così) sulla completa autonomia. Ovviamente una risposta netta non c’è, non possiamo raccontare un episodio in particolare o un fatto, ma alla moda degli investigatori, aspettando le prove, potremmo cominciare a mettere insieme degli indizi. Sperando naturalmente di essere smentiti. Tutti quanti, infatti, abbiamo sempre pensato e sperato che Paratici, unico vero uomo di calcio nelle stanze dirigenziali del Viola Park, sia arrivato in Fiorentina per lavorare in piena e completa autonomia, ispirato solo dalla sua esperienza, dalle sue capacità e dalle sue conoscenze. Senza condizionamenti di sorta. Lo speriamo ancora, ovviamente.

L'affaire Vanoli

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La storia della conferma o meno di Vanoli, soprattutto le parole dette da Paratici prima della gara con la Roma, troppo poco asettiche, comunque con una apertura alla possibile conferma, hanno fatto sobbalzare. Mediaticamente Paratici non è un fenomeno, ma il dire senza dire nulla dovrebbe conoscerlo. Invece l’altra sera ha pronunciato delle parole che nella sostanza avrebbe potuto dire anche il direttore generale Ferrari che uomo di calcio non è, ma volenti o nolenti, rappresenta la proprietà. E’ il suo braccio operativo. Lui stesso in un recente incontro con la stampa ha tenuto a ribadire proprio questo, l’essere l’uomo di fiducia, il punto di riferimento della famiglia Commisso. E siccome loro sono lontani, molte cose non le conoscono e non le valutano direttamente, la sensazione che Paratici debba confrontarsi ed avere l’approvazione di Ferrari è forte e chiara. L’ipotesi della conferma di Vanoli, per ora soltanto un’ipotesi, sembrerebbe venire proprio da Ferrari e quindi dalla famiglia. Spero, lo ribadisco, che questa ricostruzione venga smentita dai fatti, perché se parliamo di calcio è ormai evidente a tutti che si debba ripartire da una guida tecnica completamente nuova, oltre che da una squadra drasticamente rinnovata.

Le sirene da Roma? Ci sono eccome...

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Ma suonano strane anche alcune critiche eccessive a Paratici che sicuramente avrete letto o sentite, da ambienti esterni, ma solitamente vicini alla società. E poi ci sono i rumors, ma quelli non mancano mai. Solo indizi, ovviamente. La speranza resta comunque un’altra, che al di là di tutto e tutti, Paratici possa rimettere a posto non soltanto la squadra, ma pure il mondo viola in ogni sfaccettatura e nelle criticità emerse negli anni e mai risolte. Questa stagione non è un caso, ma la somma di scelte sbagliate e di errori clamorosi delle ultime stagioni. Paratici è la speranza anche troppo enfatizzata, magari non sarà il fenomeno descritto, ma rispetto ad altri è un gigante. E allora fatelo lavorare come ritiene più opportuno. Tanto più che le sirene della Roma non sono affatto finite. E’ vero che suonano strane, che Paratici ha quattro anni e più di contratto, ma anche ieri parlando con un personaggio che nel calcio lavora a 360 gradi, ho avuto riscontri. Comunque le risposte le avremo, dalla scelta dell’allenatore cominceremo a capire meglio molte cose.

Una stretta di mano per Grosso

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Fabio Grosso, intanto, aspetta che gli abboccamenti vengano formalizzati e concretizzati nel giro di pochi giorni. E non è un problema il contratto in essere con il Sassuolo che potrebbe risolversi con un gentlemen agreemento una stretta di mano, visti i rapporti buonissimi e il lavoro straordinario che questo allenatore ha fatto per la società neroverde riportata subito in A con i risultati sotto gli occhi di tutti. Fra l’altro Carnevali, espertissimo uomo di calcio, sa benissimo che Grosso spiccherà il volo e si è già cautelato per la sua panchina pensando a Giampaolo o Aquilani. Intanto domenica arriva il Genoa per porre fine, si spera, a questa agonia calcistica. Per l’aritmetica manca un punto e sinceramente mi intriga poco se giocherà Kean o un altro. E non vorrei neppure sentir parlare di festeggiamenti per la salvezza ipotizzati da qualcuno. Sarebbe la beffa delle beffe. La tregua è stata giusta e condivisibile, incoraggiare per raggiungere l’obiettivo è stato nobile, i tifosi veri fanno così, ma una volta raggiunta la salvezza credo che questa squadra non meriti applausi o feste, ma una bella e lunga fischiata di parecchi decibel.