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Mercato a costo zero, aiuta poco la salvezza. Paratici, Rugani non può bastare

copertina bucchioni
Il mercato si è chiuso, e dalla Fiorentina ci si aspettava di più. Come giudicate il lavoro di Paratici?
Enzo Bucchioni Editorialista 

Per salvare la Fiorentina si doveva fare di più, era logico aspettarsi molto di più. Soprattutto da uno come Paratici.

E invece i cinque arrivi sono tutti giocatori che giocavano poco o niente, atleticamente non al top, da recuperare, quando invece ci sarebbe stato bisogno di gente pronta, determinata, combattiva, di grande personalità.

Prendete Rugani, l’ultimo arrivato. Rispetto ai due difensori centrali titolari della viola dell’ultimo periodo (Comuzzo e Pongracic) sulla carta è un valore aggiunto, ha più esperienza, sa guidare il reparto, ha vinto tanto con la Juve, ma ha giocato sempre poco, quest’anno sei presenze in campionato per appena 249 minuti, due in Champions per 101 minuti. In totale quattro partite. Fra l’altro negli ultimi tempi è stato pure fermo per un problema muscolare. L’anno scorso il prestito all’Ajax non è stato esaltante.

E’ pronto per guidare la salvezza?

Non resta che sperare, come sempre.

Comunque meno male che Rugani c’è, per fortuna che è arrivato, dobbiamo dire questo per necessità, ma sarebbe servito ben altro per prendere in mano una difesa colabrodo incapace di giocare da reparto.

Un difensore era la priorità, lo avrebbero dovuto prendere già in estate (ricordate Lindeloff), adesso per l’emergenza retrocessione sarebbe dovuto arrivare i primi giorni di gennaio, e invece la Fiorentina ha dovuto incassare una serie impressionante di no. Anche Rugani, tanto per dire, ha aspettato la Lazio fino all’ultimo, s’è deciso a venire in viola soltanto quando ha capito che a Roma sarebbe rimasto Romagnoli.

Non è arrivato neppure quel centrocampista incontrista che sarebbe servito per proteggere la difesa, un altro ruolo senza padrone.

Eppure la società, anche per bocca del nuovo presidente Giuseppe Commisso, continua a parlare di ambizione e di rilancio. Allora in questo mercato sarebbe servito un extra budget, una mano in più per uscire da una situazione complicatissima.

E, sinceramente, anche da uno con gli agganci di Paratici sarebbe stato logico pensare a qualche colpo più incisivo, a qualche prestito di giocatori più forti in esubero da qualche grande società, ma non è successo niente di tutto questo.

Solomon e Harrison sono due esterni, sicuramente serviranno perchè non c’erano in rosa specialisti del ruolo, ma quando saranno al top? Brescianini è un buon giocatore palesemente indietro di condizione per aver giocato poco, gli manca il famoso “ritmo partita”. Fabbian, altro buon giocatore di prospettiva, non è un centrocampista come è stato impiegato sabato a Napoli.

Insomma, s’è perso un altro mese prezioso. Il fatto che il difensore sia arrivato in extremis testimonia le difficoltà credo legate al fatto di non avere mandato per spendere dopo i novanta milioni sborsati in estate.

La rivoluzione promessa c’è stata, ma fra le uscite di Dzeko, Sohm, Nicolussi, Richardson, Viti e Pablo Marì e le entrate di Rugani, Harrison, Solomon, Brescianini e Fabbian vedete un vero salto di qualità?

Spero ovviamente di sbagliare, ma tre dei cinque nuovi erano in campo a Napoli e i cambiamenti sono stati relativi.

Sicuramente non è cambiata la mentalità e neppure l’atteggiamento, una squadra che deve salvarsi deve approcciare in modo diverso e questo è il problema più grosso da diversi mesi, non risolto neppure da Vanoli.

Mancano quindici partite, servono venti punti per stare tranquilli.

Non resta che sperare quello che speriamo dall’inizio dell’anno, che Kean torni a fare il Kean, che De Gea torni a essere insuperabile e cresca il livello complessivo delle prestazioni di una rosa che comunque non è da zona retrocessione.

Ma se ci sei, se ci sei finito dentro, vuol dire che dentro questo gruppo c’è qualcosa di irrisolto e spero non di irrisolvibile. Comunque questa situazione grave, alla ventitreesima giornata saresti retrocesso, non sembra essere completamente percepita in generale, ma prima ancora da una società fragile che conosciamo troppo bene.

Ora non ci sono più appigli, il mercato è chiuso, questa squadra, pregi e difetti non può più essere cambiata. Non resta che lavorare duramente, avere bene in testa l’obiettivo e cominciare a lottare palla su palla, centimetro per centimetro. Non c’è altra ricetta, mettetevelo bene in testa.

I margini per salvarsi ci sono, ma non c’è più un punto da sprecare. Sabato con il Toro l’unico risultato possibile sono i tre punti, mettetevelo bene in testa.

Ps Qualcuno ha salutato con magno gaudio il no di Gosens al Nottingham Forest, senza capire che il tedesco con la difesa a quattro è in enorme difficoltà. Guardate il gol preso da Gutierrez. Se fosse andato via forse un terzino più di gamba l’avrebbero preso…Forse.