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La qualità delle persone come antidoto alla mediocrità: Paratici va protetto e valorizzato
Steso un velo pietoso su quanto successo a Roma (anche se di pietà questo gruppo ne meriterebbe ben poca...) non ci resta che aspettare “a gloria” domenica, la partita col Genoa, e questo maledettissimo punto che manca per poter dare un calcio a questo terrificante 2025/2026. Con una speranza: che il futuro ci restituisca qualcosa di anche minimamente vicino a qualcosa che somigli al calcio. Perché diciamocelo: da queste parti, di calcio, non se ne fa da anni. E per fortuna che prima Vincenzo Italiano e poi Raffaele Palladino (a prescindere dai gusti personali sulla proposta...) ci hanno messo del loro. Altrimenti anche quelle stagioni sarebbero state in linea con tutte le altre della gestione Commisso. Annate passate a lottare per non retrocedere, con vagonate di milioni spese come peggio non si poteva e con partite che potremmo suggerire come tecniche di tortura moderna.
Fosse stato per proprietà e dirigenti vari insomma, e se non ci fossero state quelle due parentesi nelle quali son stati gli allenatori a metterci una toppa, la Fiorentina non avrebbe fatto altro che navigare nella mediocrità. Oggi invece, pur augurandoci che dagli Usa arrivino inaspettati segnali di clamorosi rilanci, non possiamo che aggrapparci a Fabio Paratici. E' lui, come lo son stati Italiano e Palladino, la persona che può farci sperare in un domani con qualche parvenza di soddisfazione. Per questo, a costo di risultare noiosi, rinnoviamo l'appello già lanciato più volte: fatelo lavorare, e fatelo lavorare con piena e totale autonomia. E sia chiaro. Ciò non significa che sia lui a dover decidere politica, strategia ed obiettivi. Quello, piaccia o no, spetta a chi ci mette i soldi. Significa però metterlo nelle condizioni di poter incidere delegandogli tutte (e per tutte intendo tutte...) le decisioni di natura tecnica e organizzativa.
E statene certi: potrà commettere degli errori (come è naturale che sia) ma su una cosa non possono esistere dubbi: lì dentro è l'unico che ha competenze e conoscenze necessarie per far crescere il club. Ha una visione moderna, idee più che chiare, motivazioni feroci, fiuto per il talento e capacità innata di scovare calciatori di livello in qualsiasi angolo del pianeta. Per farla brevissima: tutto quello che serve per costruire una Fiorentina che sappia rendere orgogliosi i propri tifosi anche con mezzi economici magari non eccezionali. Lo racconta la sua storia, e chi in questi giorni la mette in dubbio citando solo gli episodi negativi dovrebbe avere l'onestà intellettuale di elencare anche tutto il resto. Giusto per fare qualche esempio: Vidal, Pogba a parametro zero, Tevez, Cancelo, Rabiot...la Sampdoria ai preliminari di Champions. La sintesi/morale? Vediamo in che mare verrà fatto navigare, e giudichiamolo sui fatti. Senza pregiudizi, né in un senso né nell'altro, ma partendo dal presupposto (appunto) che parliamo di uno dei dirigenti più apprezzati a livello internazionale.
A proposito. In queste ore, dopo quelle della scorsa settimana, continuano a rincorrersi le voci su una possibile e clamorosa separazione già al termine di questo campionato. La verità, per quello che sappiamo, è che l'interesse della Roma è stato ed è reale così come quello di tanti altri club in Italia e all'estero ma che al momento lui pensa solo e soltanto alla (ri)costruzione della Fiorentina. Del resto, e potremmo fare l'esempio di quando da queste parti giocava un certo Gabriel Omar Batistuta, quando hai un campione non c'è niente di più normale che su di lui si accenda tanto interesse. Ed è qua che si misurerà la febbre alla proprietà. Perché se darà a Paratici le garanzie e le rassicurazioni che merita, allora qualsiasi tentazione sarà destinata a svanire nel nulla. Altrimenti, se in qualche modo nella mente del diesse troveranno spazio dei dubbi, sarebbe fin troppo chiaro individuare motivi e responsabili....
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