Forse....e ripetiamo...forse...abbiamo una squadra. Dopo un girone intero, due allenatori, un direttore sportivo, tre o quattro moduli e pochi, pochissimi punti (13) abbiamo una squadra. E sia chiaro. Abbiam voluto sottolineare comunque il punto a cui siamo perché a nessuno (sano di testa) venga in mente di lasciarsi andare a chissà quale entusiasmo. Perché la classifica resta inguardabile, perché tutti a prescindere da come andrà a finire faranno bene a ricordarsi lo scempio che stiamo attraversando e perché, giusto per esser molto chiari, lunga è ancora la strada che porta alla salvezza. Eppure, sarebbe altrettanto sbagliato far finta che nulla sia cambiato nelle ultime gare e che tutto sia sempre e soltanto circondato dal buio. Non è così.

L'imbucata
Habemus una specie di squadra. Brescianini ok, Paratici e la Fiorentina meno
Finalmente un gruppo
—Se stiamo a quanto visto con la Lazio, infatti, non si può non notare la differenza con quanto successo praticamente in tutto il resto del campionato. Parliamo della reazione, della capacità di soffrire durante un primo tempo giocato da squadra ultimissima in classifica (capito perché è obbligatorio tenere i piedi piantati in terra...?), della voglia di andare oltre le difficoltà, della voglia di aiutarsi l'un con l'altro e di sacrificarsi (penso ad una rincorsa di Gudmundsson nel primo tempo) e, a proposito di Gud, della ritrovata vena dei giocatori di maggior qualità. Lui, come De Gea, Gosens (per la verità in enorme affanno nei primi 45') e, soprattutto, Fagioli. Arrivato alla quarta partita di fila giocata su altissimi livelli e che, con le sue visioni, ha letteralmente trasformato i viola. Del resto lo abbiam sempre detto: lui vede cose che calciatori umani possono soltanto immaginare (e tanti manco quello...) e ha piedi raffinati come pochissimi. Uno da nazionale, tanto per farla molto breve, e nel quale si può proiettare l'immagine di una squadra intera.
Gli occhi di Fagioli
—Quello che voglio dire è che lui è lo specchio della Fiorentina: si è acceso, gli son cambiati gli occhi. Meno paura e più coraggio. In fondo, altro tasto sul quale abbiamo battuto fino a diventar noiosi, passava e passa tutto da lì.”Qualità e coraggio. E' quella la strada per salvarsi” ha detto Vanoli. Parole che ci fanno piacere perché, appunto, vanno nella direzione della quale siam sempre stati convinti. Il prossimo passo? Recuperare il vero Kean. E qua, tanto per restare sul mister e sulle dichiarazioni pre e post gara, apro una dolorosa parentesi. Perché se merita complimenti per come (seppur con tempi biblici) sta cambiando il volto alla Fiorentina, allo stesso tempo non si può non notare come faccia qualche danno ogni volta che apre bocca. L'ultimo esempio mercoledì, quando nel giro di un paio d'ore ha dato 10-15-20 versioni diverse sul perché della panchina di Moise e di quale sia lo stato delle cose. Vale per lui, come valeva per il d.g: se così è, meglio il silenzio stampa. Se non altro, almeno sul campo, il tecnico qualche risposta giusta la sta dando.
Le difficoltà di Paratici
—Chiudo con il mercato e, parallelamente, con una considerazione su Paratici. Capitolo acquisti: dopo Solomon (incoraggianti le prime uscite) è arrivato Brescianini. Lo dico chiaramente: mi entusiasma il giusto e non son certo queste le operazioni e le intuizioni che ci aspettiamo dal nuovo uomo forte della dirigenza viola. Capiamo il momento però, le difficoltà sia economiche che di classifica, e quindi ben venga anche un giocatore come lui. Buono per far diversi ruoli, serio, con voglia di emergere. Difficile insomma, pensare che possa arrivare chissà chi o cosa di meglio. Dicevo di Paratici: in tanti, quasi tutti, fanno finta di nulla. Proviamo però a immaginare come reagiremmo a Firenze se un dirigente della Fiorentina (al quale la società ha chiesto di operare almeno fino a fine gennaio e tutt'ora stipendiato) portasse parallelamente avanti una (chiamiamola così....) consulenza per un altro club. Un atteggiamento discutibile sia da parte sua (non ce ne vorrà...) sia da parte di chi fin dal primo giorno ha pensato di poter dar lezioni e di poter fare la morale a tutti.
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