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Fiorentina, quale ruolo per Paratici e Joseph Commisso?

Massimo Sandrelli
E se alla guida della Fiorentina ci fosse Joseph? E Paratici che funzioni avrà?

La domanda più ricorrente tra i tifosi viola è: che cosa succederà? Non è facile “leggere” il futuro. Da qualche mezza frase si può ipotizzare che la famiglia Commisso abbia preso in considerazione l’idea di continuare con la Fiorentina. Certo, rispettare la volontà di Rocco sarebbe ammirevole ma anche molto molto impegnativo. Il figlio Giuseppe sembra (dalle immagini del funerale) un altro rispetto a colui che abbiamo conosciuto a Firenze. Intanto è stato nominato CEO ad interim e vice presidente di Mediacom.

Emozione comprensibile a parte, ci dicono che sia maturato e la prospettiva di misurarsi nell’impresa viola di certo lo tenta. Forse anche la signora Caterina (la vedova di Rocco) auspicherebbe una soluzione del genere, anche se nessuno di loro, immaginiamo, si nasconda le difficoltà da affrontare. C’è chi invece è pronto a scommettere che tutto è già previsto. Un gruppo, un fondo pare israeliano, avrebbe già in mano un preaccordo per definire il passaggio della società.

Sia come sia, partiamo dalle certezze del momento. Il primo obiettivo è raggiungere la salvezza. La Fiorentina ha dato qualche segno di ripresa ma dopo ventuno partite conta solo tre vittorie ed ha una delle peggiori difese del campionato. Paratici (che ufficialmente sarà diesse viola solo dal 4 febbraio) ha “sponsorizzato” vari movimenti di mercato che sono tutti da valutare. Di sicuro ci sarà aria nuova. Paolo Vanoli, dopo un lungo tormento, pare abbia trovato una parziale “quadratura” della squadra. Sembra in partenza anche l’ex capitano Luca Ranieri. Per raggiungere l’obiettivo c’è bisogno di un gruppo di lavoro compatto e competente. Nei quadri della società sono rimasti il direttore Alessandro Ferrari e Roberto Goretti.

Se la famiglia Commisso confermasse la voglia di proseguire viene da ipotizzare che concentri la propria fiducia su Ferrari con Paratici di supporto. E qui ci viene naturale una riflessione. La Proprietà (peraltro in questi mesi afflitta da ben altri e drammatici problemi) è riuscita a spiegarsi la causa di questo lungo quanto disastroso avvio di campionato? È saltato Pioli, è saltato Pradè era quindi solo tutta colpa loro? E ancora avere Fabio Paratici e usarlo solo come operatore di mercato non sarà come avere un primario di valore e relegarlo al Pronto Soccorso? Interrogativi, dicevamo, che la famiglia Commisso, appena superato l’apice di un dolore che comunque non smaltirà mai, deve prendere in considerazione proprio anche in funzione del futuro. Qui non c’è in gioco solo questo campionato…