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Finalmente la Fiorentina, ma è troppo tardi. Addio alle coppe dopo 4 anni: un colpo duro

Finalmente la Fiorentina, ma è troppo tardi. Addio alle coppe dopo 4 anni: un colpo duro - immagine 1
L'opinione che fa seguito alla partita della Fiorentina, vittoriosa 2-1 sul Crystal Palace ma eliminata in virtù del 3-0 dell'andata
Enzo Bucchioni Editorialista 

La miglior Fiorentina dell’anno non è bastata. Ha messo in campo tutto, cuore, carattere, rabbia, a tratti anche degli squarci di buon gioco, ma è stato tutto inutile. C’era una montagna troppo alta da scalare dopo la batosta dell’andata contro il Palace e la Viola in cima non c’è arrivata.

La magra consolazione arriva solo dalla vittoria, ma è proprio magra perché l’eliminazione sancisce anche l’esclusione dall’Europa dopo quattro anni con due finali e una semifinale.

È l’ultima conferma, l’ultima delusione di una stagione maledetta, sicuramente fallimentare nonostante i patetici tentativi di revisionismo primaverile che fanno soltanto male ai programmi di una rifondazione che ci dovrà essere e dovrà essere profonda. E sinceramente non capisco neppure i tifosi che applaudono a fine partita. Ma cosa c’è da applaudire dopo un anno come questo?

Dall’interno della società, dai responsabili di questo scempio calcistico, non ho ancora sentito una vera autocritica, una piena assunzione di responsabilità, magari con annesse e connesse le scuse a una tifoseria straordinaria come quella viola.

Se continuiamo a voler salvare qualcosa o qualcuno dopo tutto quello che è successo, dopo le sofferenze che il Popolo Viola non meritava, vuol dire che non s’è percepito fino in fondo quello che ha raccontato questa stagione, la debolezza della società, le scelte sbagliate, i momenti non compresi, lo spogliatoio sfuggito di mano, gli interventi tardivi per cambiare le cose.

C’è pochissimo da salvare, se Paratici è arrivato per mettere basi nuove deve cambiare profondamente ragionando di calcio e basta.

E il discorso oltre che per certi dirigenti, vale anche per l’allenatore e gran parte dei giocatori figli di idee sbagliate e di due anni di cambiamenti senza un progetto stabile.

Riparlo di Vanoli perché sicuramente ha fatto cose buone, la salvezza non era scontata e l’obiettivo l’ha centrato, un bravo lo merita, ma dopo sei mesi di lavoro la partita di Londra di una settimana fa l’ha preparata lui. E il Palace non era imbattibile, s’è visto anche ieri sera, non a caso è in fondo alla Premier. La Conference l’ha gestita lui e la prima partita vera l’abbiamo vista soltanto ieri sera. Purtroppo inutile. I limiti ci sono e non vanno nascosti.

Che ci fossero dei valori in questa rosa era chiaro, l’allenatore li ha fatti uscire troppo tardi.

Ancora meno giustificabili certi giocatori, a cominciare da Kean sul quale una riflessione finale andrà fatta. Non gli faceva male la tibia nelle due gare con la Nazionale? Prima e dopo sì. Un mistero.

Ma non solo lui, Piccoli, Gudmundsson e diversi altri fanno parte di un periodo da dimenticare. Pure alcuni giovani sembrano non pronti, anche un Fabbian che per altro ha preso Paratici.

Ieri sera la Fiorentina ha alzato bandiera bianca proprio quando Vanoli è stato costretto a fare delle sostituzioni, quelli che sono entrati hanno inciso zero. Credo l’abbiano visto tutti.

E allora torno a guardare al futuro. La salvezza è in tasca, la coppa purtroppo è andata, spero che adesso la Fiorentina si metta a testa bassa a lavorare su un progetto lontano anni luce da questo.

C’è voglia di un immediato rilancio delle ambizioni?

C’è un budget serio in mano a Paratici?

O si riparte dai giovani con un piano a medio-lungo termine?

Soltanto dalle risposte chiare a queste domande si potrà capire su quale allenatore puntare e su quello che si sta disegnando.

Da Paratici ci aspettiamo molto perché è l’unico uomo di calcio visto al Viola Park negli ultimi tempi, dimostri in fretta che aver puntato su di lui è una scelta giusta. Almeno questa.