Missione compiuta. E' stata lunga, complicatissima, ed è passata attraverso momenti nei quali ho sinceramente pensato e temuto che non sarebbe stato possibile. Soprattutto, è stata una rincorsa partita da lontano, da una posizione che pareva irrimediabile. Per questo, e penso sia giusto partire da qua, è doveroso dire “grazie” a Paolo Vanoli. Un allenatore che dal mio punto di vista ha evidenziato più di un limite, in particolare nella lettura delle partite, nella comunicazione e nella gestione delle emozioni (sue, e della squadra) ma al quale va riconosciuto tutto il buono che ha fatto.

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Vanoli merita un enorme grazie, ma per il futuro serve altro. Ho una preferenza
I meriti di Vanoli
—Punto primo: ha ricostruito un gruppo moralmente distrutto e che aveva raggiunto un livello di tensione interna (ricordate Sassuolo?) da allarme rosso. Punto secondo: ha dovuto rifare la preparazione da capo, trovando una squadra fisicamente non all'altezza e mettendole nelle gambe la benzina buona per mettersi a correre. Punto terzo: ha convinto Fagioli a fare il regista, e lo ha reso in quel ruolo uno dei migliori interpreti del campionato. E poi ancora il recupero di Ranieri, l'invenzione di Parisi esterno alto a destra, l'esser rimasto in piedi nonostante un Kean a mezzo servizio. Una serie di aspetti positivi che si riassume nei numeri, e in particolare in quelli del 2026: 26 punti raccolti in 15 gare, che vale un ipotetico settimo posto in questo parziale mentre sono 18 nelle ultime 9 (solo Inter e Napoli meglio).
Il momento di Paratici
—Per tutto questo quindi, per aver contribuito a salvare la Fiorentina, il mister merita (appunto) un grande ringraziamento. Dico “contribuito” perché resto convinto che in questo cambio di passo ci sia tanto di Fabio Paratici, e della sua gestione quotidiana. Anche e soprattutto proprio nel supporto all'allenatore. E così veniamo al futuro. Perché una volta archiviata la Conference (mi par dura ribaltare il 3-0 di Londra, ma mai dire mai) e sperando che nel frattempo sulla salvezza arrivi anche il bollino della matematica, sarà il diesse a prendersi la scena. Con un primo, determinante, nodo da sciogliere: la scelta, tanto per tornare al tema, del prossimo mister.
La preferenza per il post Vanoli
—Lo dico senza girarci troppo attorno: non penso che Vanoli sia l'uomo giusto dal quale ripartire e sul quale costruire un ciclo che dovrà necessariamente segnare un deciso cambio di passo. Serve aria fresca, sotto tutti i punti di vista, e serve quindi un allenatore che regali alla città e a tutto l'ambiente una bella ventata di entusiasmo. Uno che abbia idee nuove, che non abbia paura di lavorare con i giovani e di proporre un calcio moderno e che sappia confrontarsi nel modo giusto con il club. Si parla di Grosso, resta sempre in piedi il tormentone Sarri, ma per quanto mi riguarda la preferenza netta va/andrebbe a Francesco Farioli. Mica semplice, si dirà. Vero. Se si vuole rilanciare le proprie ambizioni però, dandone dimostrazione con i fatti, servono scelte di questo tipo. Prima ancora di Paratici insomma, l'indicazione su cosa voglia fare della Fiorentina deve arrivare dalla proprietà. Spetta alla famiglia Commisso, adesso, prendere la parola. Che poi lo faccia direttamente il presidente o che si esprima attraverso i suoi uomini poco cambia. I concetti però devono esser chiari. Con una speranza: che la durissima lezione di questa stagione sia, almeno, servita a qualcosa.
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