- Squadra
- Nazionali
- Calciomercato
- Statistiche
- Coppa Italia
- Social
- Comparazione Quote
- Redazione
esclusive
Difensore: ecco Dier. Baldanzi per il futuro. Paratici al Viola Park, è come se ci fosse.
Sembra quella storia di Godot, aspettando Paratici…
Ma in realtà è una storia completamente diversa perchè Paratici è come se al Viola Park ci fosse già. Anzi, non escludo che in gran segreto ci sia già stato, che abbia fatto incontri con l’allenatore e il comparto tecnico. Sicuramente ha già parlato e parla con i leader dello spogliatoio.
Perchè lo dico?
Perchè, guarda caso, la Fiorentina è completamente cambiata una decina di giorni prima di Natale, da quando è cominciata a circolare la voce dell’arrivo del nuovo dirigente, poi confermata dalla società che senza farne il nome ha ammesso “l’arrivo a breve di un nuovo dirigente di livello internazionale”.
E’ un po’ come scoprire l’acqua. Nel calcio ci sono delle regole non scritte che vanno rispettate, regole dettate dall’esperienza e dalle consuetudini. Le più importanti, quelle basilari, impongono che di calcio si debbano occupare gli uomini di calcio, quelli che nel loro mestiere hanno carisma, esperienza, sono riconosciuti e riconoscibili. La regola vale soprattutto nelle difficoltà.
Un altro comandamento riguarda la forza della società e anche questo la Fiorentina l’ha violato.
Senza un presidente presente, con dirigenti sconosciuti al calcio e un direttore sportivo come Pradè ormai logorato dalla consuetudine e bruciato dal gruppo perchè visto come “il nemico di Palladino”, l’allenatore che la squadra stessa avrebbe confermato, è saltato tutto per aria.
Senza una guida forte in società e un tecnico mai entrato in sintonia come Pioli, questa squadra s’è persa, le dinamiche sono spesso simili, s’è già visto nel passato in altri club, a diversi livelli.
Il vento al Viola Park è cambiato immediatamente appena il nome di Paratici ha cominciato a circolare. A ulteriore conferma, l’ho già scritto e lo ripeto. Saputo del nuovo dirigente, prima dell’Udinese mi ha chiamato un esperto uomo di calcio per farmi la sua previsione: vedrai ora cambia tutto.
E’ andata così. L’Uomo forte, chi comanda, è sempre seguito e rispettato. A maggior ragione se hai vinto quello che hai vinto con la Juve, se hai comprato Ronaldo, se lavori per il Tottenham.
Ma non sono magie.
Semplicemente Paratici ha dato forza all’allenatore davanti a tutti, confermandolo e sostenendolo. Vanoli non s’è più trovato solo, ha fatto le sue scelte difficili con serenità, ha cambiato modulo, ha preso coraggio e potere. Da un mese non è più una foglia al vento, ma un tecnico che lavora tranquillo in armonia con il suo nuovo Capo, che può anche sbagliare sapendo di poterlo fare, senza l’acqua alla gola. E’ protetto.
I giocatori con un personaggio di grande potere e autorevolezza si sono immediatamente adeguati, si sono ritrovati per amore o per forza. Consapevoli che le giustificazioni, le scuse, le attenuanti erano finite per tutti.
Con Paratici nella Fiorentina si sono ripristinate delle regole e delle dinamiche calcistiche. Niente succede per caso.
La zona retrocessione è figlia di tante scelte sbagliate, da Joe Barone in giù, e l’abbiamo scritto mille volte.
L’inversione di tendenza in atto nasce da quello che finalmente Rocco Commisso ha deciso un mese fa: prendere un dirigente di spessore.
La strada è ancora lunga è difficile, servono altri 22-24 punti (lo vedremo) in diciotto partite, ma adesso la Fiorentina comincia a giocare da squadra, ha un’anima, uno spirito, un carattere e può giocarsela con tutti come visto con la Lazio e il Milan. Ripeto: è solo l’inizio. Nessun ottimismo leggero e superficiale come successo nel recente passato, nessuno alzi le mani dal manubrio, ci sarà da lottare ancora, ma adesso la strada è quella giusta.
Anche il mercato, ovviamente, conferma che Paratici sta già lavorando per la Fiorentina. Solomon dal Tottenham e Brescianini dall’Atalanta, sono buoni giocatori legati al nuovo Direttore, il giro è quello delle società amiche e procuratori con i quali ha avuto rapporti più stretti.
Arriverà anche Baldanzi, la Roma deve solo ufficializzare un nuovo attaccante. La Fiorentina l’avrebbe preso già due estati fa, poi l’Empoli chiuse meglio con la Roma.
Domanda: cosa serve se nel ruolo c’è giù Gudmundsson?
Intanto è un po’ diverso, più attaccante. Forse sull’esterno si può adattare. E comunque in ottica futura può rivelarsi un buon affare, compirà 23 anni a marzo. Il salto in giallorosso forse è stato troppo, poi davanti ha Dybala. La Fiorentina può essere lo step più giusto. E’ sempre una soluzione in più per l’allenatore e magari l’estate prossima si può pensare a dar via libera a Gud che non ha fatto impazzire nessuno.
Ma adesso, per la salvezza, tutte le energie che arrivano siano le benvenute. Anzi, ora mi aspetto un difensore in tempi rapidi. Sono rimasti solo in tre (Comuzzo, Pongracic e Ranieri) più il giovane Kouadio.
Servirebbe un leader, uno in grado di guidare il reparto, non a caso Paratici sta pensando a un altro dei “suoi”, quel Dier, classe 1994, ex Bayern, che in estate è passato al Monaco. Si potrebbe chiudere in settimana, così come per Harrison del Leeds in ottica fasce.
Altra energia in arrivo. Usciranno quelli che non si sono rivelati pronti per questa piazza, ma serve tempo.
A proposito, ma quando arriverà davvero Paratici al Viola Park?
Mi hanno sempre detto che il Tottenham vuole che prima finisca il mercato con loro, forse sta succedendo così.
Ma intanto al Viola Park è come se ci fosse,l’abbiamo appena dimostrato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA