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Col Crystal Palace una finale anticipata. La rabbia di Kean e il carattere ritrovato

Enzo Bucchioni Editorialista 
L'editoriale di Enzo Bucchioni per Violanews

Missione compiuta. Andare avanti in Conference. è questo quello che conta, quello che la Fiorentina voleva e ha ottenuto. E poi c’è il ritorno di un Kean rabbioso (anche troppo al momento della sostituzione), la conferma del magic moment di Parisi e la certificazione del carattere ormai ritrovato. Non si poteva chiedere di più a un giovedì polacco su un campo non bellissimo, tre giorni prima dell’Inter. La crescita continua a piccoli passi, in particolari minimi, ma continua.

Non è stata una gara brillante, diciamolo, soprattutto nel primo tempo poco ritmo, giro palla lento, scarsa cattiveria. Solo sufficienza con l’obiettivo di conservare il vantaggio dell’andata. Eppure Vanoli aveva scelto la squadra migliore, quasi tutti i titolari, Kean compreso. Preso il gol la partita poteva diventare difficile e invece la Fiorentina ha reagito con grande temperamento, ha voluto riprendere il risultato e l’ha portato a casa dando il meglio quando è andata sotto, un segno concreto: non c’è più la paura, ma la voglia. Gol fortunoso di Piccoli con deviazione, gol assurdo di Pongracic, forse anche la sfortuna ora guarda da un’altra parte.

Ma il temperamento, il carattere sono le cose più importanti proprio in chiave salvezza da conquistare e futuro in Conference da provare. Piano piano la Fiorentina comincia a muoversi da squadra.

E così la Conference può tornare ad essere quell’obiettivo che accarezzava in estate. Il prossimo ostacolo nei quarti non sarà facile, il Crystal Palaceche nei giorni lontani del sorteggio avevamo indicato come l’unico avversario temibile. Per la Fiorentina è andata come è andata, ma anche gli inglesi non se la passano benissimo, quattordicesimi in Premier e costretti ai supplementari dal Larnaca. Ma, fra gli altri, hanno gente del calibro di Strand Larsen, centroavanti norvegese pagato 50 milioni a gennaio, Mateta, Sarr, l’ala Yeremy Pino ex Villarreal, Lacroix, Borna Sosa e l’ex Lazio Kamada.

Questa potrebbe essere una sorta di finale anticipata, ma su due partite, quindi con maggiori possibilità per la Fiorentina soprattutto nella gara al Franchi. Ne riparleremo dopo Pasqua.

Ora testa alla salvezza, come hanno detto tutti nel post gara, anche questa la conferma che il gruppo ha capito, che le maniche sono rimboccate e il carroarmato è sempre al Viola Park. Restano nove partite, serve la matematica prima di alzare le mani e non sarà per niente facile.

Bene ha fatto Vanoli a mettere in campo i migliori in Polonia, ma domenica sera contro l’Inter serve un’altra grande prova d’orgoglio. Sulla carta non è una gara per prendere punti, l’Inter capolista deve conservare il suo vantaggio-scudetto, ma la Fiorentina in casa ha fermato Milan e Juve in tempi ben peggiori di questi ed è giusto provarci. Ma serve soprattutto un’altra gara solida, di carattere, per consolidare i progressi fatti. Sarà ancora dura, servirà altra umiltà, ci sarà da soffrire, ma l’aria è decisamente cambiata e da questa vittoria in Conference un’altra botta di autostima arriverà di sicuro.