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Cara Fiorentina, così non ti salva nessuno

Matteo Magrini
Una sconfitta che fa riflettere sotto molti aspetti, quella contro il Como in Coppa Italia

Il titolo, stavolta, ce l'ha dato l'allenatore. Una frase da appendere su tutti i muri del Viola Park: “Così non ci si salva”. L'ha detto Paolo Vanoli e noi, francamente, non possiamo che condividerle al 110%. E certo. Forse non serviva la partita di ieri col Como per averne l'ennesima riprova, ma la serata (ma mi verrebbe da dire l'intera giornata) è stata a dir poco sconvolgente. Sotto tanti, diciamo pure tutti, i punti di vista. Tanto per intendersi: fa bene il mister ad alzare la tensione anche a livello di comunicazione e anche all'esterno dello spogliatoio ma quelle parole (“Così non ci si salva”) per quanto ci riguarda valgono anche per lui. Non soprattutto, forse, perché che lui sia almeno consapevole di quale sia la situazione credo sia evidente, ma sicuramente anche per lui.

Scelte

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Iniziamo da qua allora, e dalla formazione mandata in campo. Intendiamoci: è più che comprensibile che la Fiorentina in questo momento abbia come pensiero prioritario (assoluto) il campionato ma alcuni pensieri non si possono non fare. Il primo: abbiamo mandato via Martinelli perché pare non potesse giocare nemmeno l'amichevole in famiglia del giovedì e poi, alla prima occasione utile, diamo spazio a Christensen? Qualcuno, di grazia, ci potrebbe spiegare il senso? E ancora. Dice Vanoli: “Mi sono ritrovato senza un centrocampista perché Nicolussi è andato via”. Vero. Domanda: ma lì dentro si parlano? Perché a sentire le parole dell'allenatore par di capire che lui avesse preparato la partita con Caviglia regista (e le indicazioni andavano oggettivamente in quella direzione) e non sapeva nulla (gli sarebbe bastato dare una letta ai giornali in realtà...) che l'ex Venezia era sull'uscio? Andiamo avanti. Se è vero che Kean non sta bene e che si lavora per poterlo avere in panchina a Napoli, visto che della Coppa Italia si è dato dimostrazione di non avere il minimo interesse e dato che Dzeko se n'è appena andato, era il caso di rischiare Piccoli? Risultato: infortunio e, a essere ottimisti, due centravanti su due a mezzo servizio per la trasferta al Maradona. Potremmo andare avanti, ma ci fermiamo qua.

Giovani su e giù

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In quanto ai giocatori, spendo due parole per due giovani. La prima, piena di ammirazione, per Balbo. Niente di eccezionale, sia ben chiaro, ma l'esordio è stato sicuramente incoraggiante e dimostra (torniamo a Martinelli/Christensen) come forse bisognerebbe avere un po' di coraggio e di visione in più. La seconda, e me ne dispiaccio, è invece per dare una (benevola) bacchettata a Fortini. Era ed è distratto e, considerando l'età, è più che comprensibile. Roma, Juventus, Napoli. In tante stanno trattando col suo agente e di rinnovo con i viola, invece, non si parla praticamente più. E così, sul campo, è stato letteralmente spazzato via. Colpa di chi l'ha schierato, ma se lui o chi per lui (leggasi procuratore) ha deciso di andar via forse sarebbe il caso di dirlo chiaramente e di chiuderla qua. Magari, convincendo chi lo sta distraendo a tirar fuori i soldi che servono per prenderlo. Altrimenti, si rimetta con la testa sulla Fiorentina, firmi il rinnovo, e (ovviamente) nessun rancore.

Gruppo immaturo

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In generale comunque, e torniamo alla frase di partenza, è evidente ormai l'immaturità di questo gruppo. Perché gli son bastate due mezze partite e due mezzi risultati positivi per (ri)perdere contatto con la realtà. Si era visto col Cagliari, e se ne è avuto conferma col Como. Io stesso, devo ammetterlo, pensavo che il peggio fosse ormai alle spalle. Non era così: la salita sarà durissima e se squadra e atteggiamento son quelli di questi ultimi giorni “non ci si salva”. Se poi dal mercato arrivassero alla svelta le pedine che mancano (un difensore,due se partisse Ranieri, un mediano, un altro uomo offensivo) sarebbe cosa gradita. A proposito. Per il momento, e per rispetto di chi sta vivendo un momento di grande dolore, preferisco non esprimermi sulle ultime notizie sul fronte societario. Verrà, il tempo anche per quelle valutazione. Una cosa, però, la voglio dire: “così non ci si salva”. E vale anche, o forse soprattutto, per una città che non sembra più capace di essere se stessa.