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Arriva il difensore, la rivoluzione continua. Ecco come sarà la Fiorentina di Paratici

Enzo Bucchioni Editorialista 
Il prossimo obiettivo della Fiorentina in ottica mercato è un difensore centrale

Giovanni Fabbian non sarà l’ultimo colpo della nuova Fiorentina firmata Paratici: la rivoluzione continua. Il prossimo obiettivo, quello più urgente per le uscite di Pablo Mari e Viti, è un difensore centrale possibilmente di piede mancino. Sul taccuino del nuovo direttore sportivo viola ci sono una serie di nomi, alcuni già usciti, ma non escluderei una sorpresa dell’ultimo minuto.

L’ultimo che ha attirato l’attenzione dello scouting si chiama Sikou Niakate’, maliano di 26 anni, gioca nel Braga. E’ stata imbastita la solita operazione, prestito con diritto di riscatto, su una valutazione base di sette milioni che è poi quella di Transfermarkt. La Fiorentina lo ricorda per averlo affrontato in Conference. Le operazioni si sono ovviamente rallentate in queste ore per rispettare la memoria del presidente Commisso e onorarlo al momento del funerale, ma dovrebbero avere una accelerata già da oggi. Si tratta di fare l’ultima sintesi fra pro e contro valutando anche gli altri nomi già analizzati negli ultimi giorni che vanno dai due ex Udinese Bijol e Becao, passando per Diogo Leite e finendo su Diego Coppola ex Verona ora al Brighton.

Il mercato chiuderà lunedì due febbraio, il tempo non manca, ma è forte la sensazione che la Fiorentina possa ancora fare diverse operazioni. Attenti a Thorstvedt del Sassuolo, ma anche alle posizioni di Ranieri e Mandragora che era stato offerto al Bologna.

Comunque con Fabbian, Brescianini, Harrison e Solomon già arrivati e tutti potenziali titolari e  con le uscite di Sohm, Dzeko (allo Schalke 04), Mari, Viti e Richardson (Copenhagen) siamo davanti a un cambiamento importante negli uomini, ma anche nella filosofia di calcio. Si stanno immettendo giocatori tecnici, rapidi, veloci di testa, ma anche di idee, capaci di giocare in più ruoli e di muoversi in varie zone del campo, a fronte di una squadra che era più statica e muscolare, con ruoli più definiti e poco ritmo. Cosa significa tutto questo?

Paratici vuole una Fiorentina più vicina al pallone di oggi, capace di interpretare quel calcio fluido che tutte le grandi squadre fanno o cercano di fare. Fabbian, ad esempio, è di questa categoria. Giocatore bravo tecnicamente, dinamico, capace di giocare in diverse zone del campo, fisicamente strutturato, tatticamente intelligente. Non sto descrivendo un campione, ovviamente, ma le caratteristiche di un buon giocatore moderno. E da qui nasce l’idea di costruire una Fiorentina che faccia un calcio diverso da quello visto con Palladino l’anno scorso e, a maggior ragione, ovviamente, quello di oggi, per provare a proporre (raggiunta la salvezza) un  modo di giocare più emozionante.

Insomma, nel lavoro fatto oggi ci vedo anche il pensiero rivolto a una programmazione futura e l’esperienza di un dirigente che da quattro anni lavora in Premier e ha visto dove sta andando il calcio nel campionato in questo momento più bello del mondo. La tecnica individuale dei giocatori è la base sulla quale aggiungere fisicità, poi la tattica.