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Alba viola: i tre compiti della nuova Fiorentina per riaccendere un sogno
Finalmente, lacrime e sorrisi, come a dire che la paura è stata definitivamente archiviata. Ora c’è il ritorno di coppa, difficile, difficilissimo ma questo è forse lo stato d’animo per affrontare nel miglior modo possibile l’impegno. Ma è bene parlare d’altro, o meglio di futuro. Ci sono alcune domande cui dare una risposta. Innanzitutto la proprietà. La famiglia Commisso resta? Tutto fa presagire di sì. Mamma e figlio intendono riconfermare l’impegno ma, al di là del legittimo romantico desiderio, devono prendere atto che l’impresa è difficile, devono mettere a profitto gli errori commessi nel passato. Siamo certi che Fabio Paratici abbia nel cassetto già pronto un progetto e un budget. Chiaro che tutto dovrà essere rapportato alle ambizioni e quindi agli obiettivi.
E qui si scatena un vero fuoco d’artificio sul nome del nuovo allenatore. La prima voce riguarda Mourinho. Un nome eclatante, un personaggio poliedrico, di certo affascinante che ovunque è andato ha lasciato un segno: spesso positivo talvolta meno. Sarebbe comunque un bel modo di ripartire. Altri candidati ce ne sono. Sembra improbabile (e sconsigliabile) ripartire da Paolo Vanoli cui va dato atto, alla fine, di aver rabberciato una brutta situazione ma è preferibile voltar pagina.
Poi c’è la questione Stadio. La Sindaco Funaro si sta dannando l’anima per trovare una via d’uscita onorevole e funzionale al fine di completare prima possibile l’opera e di ovviare alla miriade di intoppi che colpevolmente sono stati ignorati e lasciati sul percorso. La Società, da parte sua, pare abbia finalmente capito che il miglior modo per chiudere la questione è trovare una fattiva collaborazione con il Comune. L’Italia è un Paese dove la normalità richiede tempi biblici. A Firenze è uso dire “…è come l’opera del Duomo…”.
In ultimo ma non meno importante c’è da recuperare un rapporto di empatia con la città. Senza voler rievocare chi non c’è più, la Fiorentina vive da ormai cento anni per la passione della sua gente, a prescindere da chi fossero i “padroni” del momento. E’ impensabile una Fiorentina senza i suoi tifosi, ma forse sarebbe meglio dire senza i fiorentini. Ecco, il vero compito della nuova “alba viola” sarà quello di far tornare i fiorentini a sognare. La Fiorentina vive una sua dimensione che non è quella dei grandi potentati metropolitani, ma riaccendere un sogno a Firenze sarebbe il primo passo per festeggiare insieme questi fantastici cento anni.
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