EDITORIALE

E ora che succede con Vlahovic? I due scenari… e i tanti rischi

(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Cosa intendeva Commisso con "soluzioni fattibili e adeguate"? Cessione a gennaio o convivenza. Sperando che la stagione viola non ne risenta...

Simone Bargellini

L'unica certezza è che Dusan Vlahovic non rinnoverà il contratto con la Fiorentina. A ben pensarci, niente di così sorprendente se pensiamo a cosa accade nel mondo del calcio. Persino il PSG dello sceicco ha sbattuto sul rifiuto di Mbappè, che al termine della stagione se ne andrà a parametro zero. E lo stesso, a maggior ragione, accade in Italia: da Insigne a Kessie, passando per Dybala e Brozovic, la Serie A è piena di stelle col contratto in scadenza (nel 2022!) e che, nonostante questo, rimangono pedine indispensabili per le loro squadre.

Vlahovic-Commisso, i rischi per la Fiorentina

Nel caso di Vlahovic, in realtà, c'è una differenza sostanziale: la scadenza 2023 avrebbe permesso al club viola di "sfruttarlo" intanto in questa stagione e poi, nella peggiore delle ipotesi, cederlo in estate. Commisso però ha scelto di forzare la mano e adesso rischia di minare la serenità di una squadra che aveva - finalmente - intrapreso una strada diversa. E che ha nel serbo l'unico, vero, centravanti di valore. Dusan dovrà fare i conti con i mugugni dei suoi stessi tifosi, che ad ogni pallone sbagliato lo accuseranno di avere già la testa altrove. E se smettesse di segnare, a rimetterci sarebbero le ambizioni della Fiorentina mentre al classe 2000, che a quel punto si sarà pure deprezzato, non mancheranno comunque gli estimatori.

Vlahovic-Fiorentina, gli scenari

Le parole di Commisso fanno intuire due scenari. Il primo, più drastico, è quello della cessione di Vlahovic a gennaio. Ammesso che ci sia un club disposto a spendere tanti soldi in una finestra tradizionalmente più povera. E con la necessità, ovviamente, di sostituirlo adeguatamente, cosa già non semplice di suo (la Fiorentina aveva cercato da anni un "bomber" senza trovarlo) tantomeno a gennaio. Il secondo scenario è quello della convivenza fino a giugno"sicuri che il calciatore, come ha sempre dimostrato, darà il suo contributo", magari con l'inserimento a gennaio di un altro centravanti su cui fare affidamento (più di Kokorin), con la prospettiva di raccogliere poi l'eredità di Vlahovic a giugno.

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