Freitas come Macìa, l’arte di saper ‘trattare in casa’

Freitas come Macìa, l’arte di saper ‘trattare in casa’

I due uomini mercato, appartenenti a due cicli viola abbondantemente diversi, sono accomunati da un ‘modus operandi’

di Giacomo Brunetti, @gia_brunetti

Coltivare i propri interessi tra le mura più conosciute. Lo ha fatto Eduardo Macìa – che dalla Spagna pescò i frutti migliori per sviluppare il ciclo montelliano – e il processo si sta nuovamente sviluppando con Carlos Freitas – radici portoghesi, come i suoi primi affari, ma mappamondo esteso a Inghilterra e, soprattutto, Francia, grazie anche all’avventura al Metz – per una Fiorentina che naviga tra l’italianizzazione portata avanti da Pantaleo Corvino e l’internalizzazione curata dal Direttore Sportivo lusitano, legato alla scuderia di Jorge Mendes. La terra d’oltralpe, da sei mesi, è il nuovo epicentro del mercato viola, con quattro francesi attualmente in rosa, due dei quali arrivati dalla Ligue 1. “In cerca del prossimo Veretout”, se analizziamo la qualità del colpo, è il motto. E sfumato Soualiho Meïte, trasferitosi al Bordeaux, adesso – e per il momento – nel mirino ci sono Yannis Salibur del Guingamp, Leo Dubois del Nizza – anche se, per lui, in vantaggio sembra esserci il Lione – e Vincent Koziello del Nizza, oltre ad Étienne Capoue, che però gioca fuori dal confine, nel Watford.

Freitas e Corvino stanno coltivando un filone transalpino collegato, in parte, alla Classico Management Sports, da cui hanno provato ad acquistare anche Jordan Amavi e Abdou Diallo, in estate, e a cui appartiene Salibur. Guardare in una delle proprie dimore professionali per trarre vantaggio: semplice, efficace, asso nella manica di un abile conoscitore del calcio dell’Europa Occidentale come il dirigente portoghese, dotato di molti legami e contatti. Un po’ come fece Macìa, che portò a Firenze giocatori importanti sotto forma di occasioni dalle terre di sua maggiore conoscenza. Un compito diverso da quello attuale, dove le ambizioni e i margini economici sono stati ampiamente rivisti e ribassati. Adesso, Freitas deve fare la differenza contando su questa forza.

Valero, Rodriguez, Joaquin e Rossi, alcuni dei trasferimenti curati dall’uomo di mercato spagnolo; Veretout, Dias, Gaspar ed Eysseric quelle sviluppare da Freitas. Il confronto, al momento, non regge, ma esistono delle attenuanti. In attesa del futuro, quando proprio gli investimenti, simili a delle scommesse, dovranno portare quel qualcosa in più per cercare di trovare una stabilità di carattere e qualità, con trattative simili a quella per German Pezzella o, appunto, il centrocampista francese. Il ‘modus operandi’, però, accomuna gli operatori stranieri, affiancati il primo a Pradè e il secondo a Corvino, dediti a scovare il colpo e l’affare fuori dalla normalità.

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