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Serie A a 18 squadre? Ecco un buon motivo…

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L’attuale campionato di Serie A resterà nella storia per diversi record già stabiliti ed eguagliati, ma c’é un dato, anzi una tendenza, forse poco considerata in passato, che quest’oggi metteremo in evidenza

Roberto Vinciguerra

19 aprile 2014

L'attuale campionato resterà nella storia per diversi record già stabiliti ed eguagliati, ma c'é un dato, anzi una tendenza, forse poco considerata in passato, che quest'oggi metteremo in evidenza, che riguarda il sempre più netto distacco di punti fra le prime tre in classifica.

Partiamo dalla stagione 2009-10, dove, dopo 33 giornate, al primo posto c'era la Roma con 68 punti, seguita dall'Inter (che avrebbe vinto poi lo scudetto) a 67 e dal Milan a 64. Questo è stato l'ultimo campionato più equilibrato per quello che concerne le posizioni di vertice, tanto che, fra il primo ed il terzo posto, a 5 giornate dal termine, c'era la differenza di solo 4 punti.

Finora questo è anche l'ultimo campionato in cui la squadra in testa alla 33° giornata non ha poi vinto il titolo.

L'anno successivo, dopo 33 gare era il Milan (futuro campione) a guidare con 71 punti, con il Napoli secondo a 65 e l'Inter terzo a 63. Qui la differenza punti fra il primo ed il terzo posto posto (8 punti) era già raddoppiata rispetto all'anno precedente.

Veniamo al campionato 2011-12, dove, dopo 33 turni la Juventus (poi tricolore) guidava con 71 punti, solo 3 in più del MIlan secondo, mentre al terzo c'era la Lazio a quota 55. Qui la differenza punti fra il primo ed il terzo posto  (16 punti) era nuovamente raddoppiata rispetto all'anno precedente e quadruplicata rispetto a due anni prima.

Lo scorso anno questa forbice si è ulteriormente allargata, al punto che la Juventus, dopo 33 turni, era prima con 77 punti, e precedeva il Napoli (secondo a 66) ed il Milan (terzo a 59). Il distacco fra la prima e la terza era salito addirittura a 18 punti, al punto che il Napoli (secondo e decisamente staccato di 11 punti), solo 3 anni prima, con gli stessi punti, sarebbe stato in piena lotta per il titolo.

Arriviamo alla situazione attuale che, in pratica, conferma questo trend e riassume, volendo, anche una serie di paradossi.

Come tutti ben sappiamo al primo posto c'é la Juventus con 87 punti (record assoluto dopo 33 gare di campionato). Al secondo posto, abbastanza staccata, c'é la Roma a quota 79 punti. Con gli stessi punti la squadra giallorossa, solo un anno fa, sarebbe stata prima in classifica e solo due stagioni fa, sarebbe stata, non solo, prima in classifica, ma avrebbe anche avuto un discreto vantaggio sulla seconda.

Il terzo posto del Napoli racchiude ulteriori retroscena a livello statistico se si pensa che la squadra partenopea ha addirittura un punto in più dello scorso anno (in cui occupava la seconda posizione) ed è staccato di 12 punti dal secondo posto. Nonostante i 20 punti dalla vetta, la squadra campana, con gli stessi punti, solo due stagioni fa sarebbe stata in piena lotta per lo scudetto.

Con questo ragionamento matematico abbiamo dimostrato come il divario fra la prima e la terza in classifica, dopo 33 gare, sia letteralmente schizzato, negli ultimi 5 anni, dai 4 punti del 2009-10 agli attuali 20 punti. Questo trend e questa dimensione non giovano certamente a creare più interesse per una classifica come quella attuale che vede, addirittura, le prime quattro squadre con punteggi appartenenti a 4 decine differenti (87, 79, 67 e 58). Un ulteriore paradosso numerico è rappresentato dalla Fiorentina, quarta in classifica con 58 punti e tagliata quasi fuori dalla corsa per il preliminare della Champions League. Ebbene, con lo stesso punteggio, la squadra gigliata sarebbe stata ampiamente in corsa per la terza piazza nelle due precedenti stagioni.

Considerato anche il progressivo indebolimento delle ultime squadre in classifica degli ultimi campionati, è statisticamente provato che, uno dei modi migliori per riportare questa particolare situazione verso un equilibrio (che possa garantire un minimo di competitività in vetta della graduatoria), potrebbe essere quello di riportare la Serie A a 18 squadre.

E' una proposta che farebbe sicuramente discutere, ma, di questo passo, rischiamo sempre più di assistere a campionati di Serie A con almeno 7 o 8 diverse velocità e, conseguentemente, meno avvincenti (col rischio, tra l'altro, di perdere altre centinaia di migliaia di spettatori).

 

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