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Viola Park: il Tar boccia la delibera per il posteggio

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La sentenza del TAR: ecco gli scenari
Redazione VN

Parcheggio temporaneo del Viola Park, arriva la bocciatura dei giudici. La vicenda giudiziaria - scrive Repubblica Firenze - inizia nei mesi scorsi quando un gruppo di residenti, che vive nei pressi del nuovo centro sportivo, decide di rivolgersi al Tar contro il nuovo parcheggio temporaneo costruito adiacente al Viola Park. Uno spazio da quasi 500 posti auto per chi frequenta il centro, tifosi compresi. I cittadini protestano che sia stata cementificata un’area extraurbana per fini privati. Alla fine del 2023 il Consiglio comunale aveva approvato una delibera che consentiva un uso in deroga agli strumenti urbanistici. E grazie a quella mossa aveva poi dato il via libera a realizzare l’area di sosta. La zona, grande circa 5 ettari, veniva così usata diversamente rispetto a quanto previsto dal piano urbanistico. Quello spazio era stato richiesto direttamente dalla società viola. Doveva servire per la sosta dei tifosi, così come degli addetti ai lavori. Sarebbe rimasto, in ogni caso, solo fino al completamento della costruzione della linea del tram da piazza della Libertà a Bagno a Ripoli. A marzo i residenti, che hanno anche alcuni giardini a fianco del parcheggio, fanno ricorso. Lamentano che la delibera sia illegittima. Ritengono che manchino una serie di presupposti essenziali. E alla fine il tribunale amministrativo accoglie la loro posizione, supporta a processo grazie al legale Giacomo Pailli, dello studio Mpm avvocati. I giudici con la sentenza di ieri hanno di fatto annullato la delibera del Consiglio comunale. I residenti hanno rimarcato che, secondo la legge regionale, lo strumento urbanistico utilizzato dal Comune poteva valere solo per riqualificare un’area urbana degradata e recuperare spazi dismessi.Occorreva inoltre che ci fosse un « rilevante interesse pubblico» . Mentre nel caso in questione ci sarebbe stato un interesse « tutto privatistico », scrivono i giudici. In concreto ci sarebbe stata un’assenza di motivazioni e condizioni da parte dell’amministrazione per poter approvare il progetto. Secondo il Tar il Comune avrebbe quindi agito per « finalità diverse da quelle indicate dalla legge».

Comune e Acf Fiorentina si sono opposte al processo. Il primo in particolare ha eccepito «l’inammissibilità del ricorso per difetto di legittimazione e di interesse » da parte dei cittadini. Ma questa obiezione non è stata accolta. «Abbiamo letto le motivazioni della sentenza e ne prendiamo atto — dice Francesco Pignotti, sindaco di Bagno a Ripoli — . Abbiamo adesso più strade previste dalla legge per mantenere questa opera che si è dimostrata fondamentale per la collettività e per l’ordine pubblico, valuteremo quale intraprendere » . In Comune ora si ragiona se fare ricorso fino al Consiglio di Stato nella speranza di ribaltare la decisione. Si aprono due scenari. Qualora non dovesse essere impugnata la sentenza, o venisse confermata in secondo grado di giudizio, il parcheggio risulterebbe “ abusivo”. E, almeno in teoria, dovrebbe essere smantellato. Certo, questo era comunque il destino di quell’area, sorta fin dall’inizio solo in via temporanea. La seconda possibilità è che il Consiglio di Stato respinga il ricorso dei residenti. E capovolga quindi il giudizio del Tar. A quel punto il parcheggio potrebbe essere mantenuto.

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