Non è sotto processo, ma sotto pressione sì. D'altronde i risultati di Raffaele Palladino parlano chiaro, è un inizio di stagione ben al di sotto delle sue aspettative, della società (che ha investito sul mercato 120 milioni, 70 per gli acquisti, 50 fra diritti e obblighi) e delle ambizioni della piazza: 4 partite di campionato, 0 vittorie, appena tre punti frutto di altrettanti pareggi con Parma, Venezia e Monza e la sconfitta dell'altro ieri a Bergamo per 3-2 con l'Atalanta contro cui la Fiorentina s'è fatta rimontare due volte.


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Tuttosport: “Nessun processo, ma pressione sì. La classifica piange”
Serve una svolta
—Sotto la gestione di Rocco Commisso - il presidente, arrivato sabato a Firenze, ha seguito la gara in tv e di certo non avrà fatto salti di gioia. Al momento non s'avvertono segnali di ribaltoni ma Palladino è chiamato a svoltare. Come scrive Tuttosportla classifica piange e il calendario non ammette distrazioni: Lazio e Milan in casa, Empoli fuori, i gallesi del The New Saints in Conference League. Gare determinanti per far decollare la stagione fin qui senza vittorie dopo le prime sei partite, playoff di Conference compresi. Vero che il 50% degli acquisti (Adli, Gosens, Cataldi, Bove e Moreno) sono approdati gli ultimissimi giorni di mercato e addirittura il colpo più importante - Albert Gudmundsson - non ha ancora debuttato fra infortuni e vicende giudiziarie (l'islandese da oggi si allenerà costantemente in gruppo per essere pronto domenica).
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Un obiettivo superato, ora gli altri
—Vero che il primo obiettivo stagionale - la qualificazione alla fase campionato di Conference - Palladino lo ha centrato seppur ai rigori con un avversario non di primo piano quale la Puskas Akademia. Ma è altrettanto vero che il tecnico campano chiamato dopo l'addio di Italiano deve cercare di dare quanto prima alla squadra un'identità e un equilibrio. A partire dalla difesa che continua a imbarcare acqua: 10 reti subite in 6 gare, due portieri (Terracciano e De Gea) che si sono alternati finora senza gerarchie chiare, giocatori in chiara difficoltà (Ranieri sovrastato a Bergamo da Retegui e De Ketelaere, Biraghi adattato nello schieramento a tre, Quarta che segna ma non copre, Pongracic costato 15 milioni, in panchina domenica dopo le prime deludenti prestazioni). Con l'Atalanta Palladino ha cambiato infoltendo la mediana, ma la Fiorentina malgrado un approccio incoraggiante e uno scatenato Kean, la nota più lieta - già 5 reti fra club e Nazionale - è durata solo 44' prima di sciogliersi tecnicamente, tatticamente, mentalmente davanti a Lookman e compagni. Una fragilità così evidente da far scattare l'allarme.
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