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Nuove gerarchie, scelte difficili: Prandelli vince senza tre titolari

Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images

Senza Castrovilli, Biraghi e Amrabat il tecnico ha la meglio nonostante alcune scelte che hanno fatto storcere il naso

Redazione VN

"La stanchezza di Cesare Prandelli si vede, dopo quattro mesi immerso in un frullatore di cui non aveva percepito la profondità, ritrovandosi fra i gorghi insieme a un gruppo disperso, fragile, impaurito". La Nazione scatta l'istantanea del tecnico viola, che nel suo ritorno alla Fiorentina è stato molto psicologo e poco allenatore, ha mandato via gli scontenti e recuperato chi stava in terza o quarta linea. Difficilmente sarà confermato sulla panchina della Fiorentina, ma potrebbe iniziare un nuovo percorso (tutor, direttore tecnico, supervisore?).

A prescindere da come la si pensi a proposito del suo lavoro, Prandelli merita rispetto. Nei momenti più complicati ha saputo fare scelte coraggiose come a Torino con la Juve, dove scelse Borja regista e Caceres a tutta fascia. Il suo difetto, è stato quello di aver inventato poco e di peccare di presunzione a Napoli con Callejon e Ribery "supportati" solo da un centrocampo a due.

Scelte impopolari

Dopo quella gara, Callejon è sparito. E alla vigilia del secondo momento davvero delicato della stagione - scrive il quotidiano - sono successe alcune cose: Amrabat non è stato convocato per l’improvviso peggioramento di un problema muscolare, Biraghi è finito in tribuna per un calcione preso nell’ultimo allenamento e anche Castrovilli – effettivamente al rientro dopo un infortunio – è rimasto in panchina.

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