È solo calcio d'estate, ma Palladino sembra quantomeno avere già le idee piuttosto chiare sulla Fiorentina che vedremo quest'anno. Qualche aspetto si è già notato, altri arriveranno: La Nazione oggi in edicola prova a snocciolare alcuni dei principali dettami del tecnico, ripartendo soprattutto dalla capacità di adattamento mostrata dall'allenatore, che si sta destreggiando su vari ruoli e con vari interpreti. C'è la costante del gioco in verticale, mischiando le carte, con assetti variabili e grande spinta degli esterni. Pochi concetti e chiari.


La Nazione
Novità e certezze, quante idee per Palladino. Alcune sono già ben chiare
Dal portiere all'impostazione
—Per Palladino il gioco parte innanzitutto dal portiere, che inizia la costruzione dell'azione dall'area di rigore, girando ai centrali o al quarto di centrocampo. Terracciano e Christensen ci stanno lavorando molto, lavorando sulla lucidità quando il pallone è fra i piedi. Sarà uno dei punti su cui si batterà di più, ma non certo l'unico. Infatti, in attesa di Martinez Quarta, Palladino ha dato spazio a Kayode e Biraghi nel terzetto centrale di difesa, avendo trovato una certa risposta interessante. Chissà che alla fine non possa essere un ruolo ridisegnato per loro.
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Questione di feeling
—Il quotidiano si sofferma poi sulla coppia Parisi-Sottil. La rete contro la Reggiana è una sintesi importante: accelerazione dalla fascia e palla in profondità trasformata in oro. Da quella catena possono arrivare idee interessanti, specialmente se l'ex Empoli tornerà sui suoi livelli.
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