È l’estate nella quale Daniele Pradè avrà la possibilità di misurarsi totalmente in prima persona con il calciomercato italiano. Inutile girarci intorno. La tragedia che è costata la vita a Joe Barone lo ha investito di nuove responsabilità non previste fino allo scorso 17 marzo. Nell’era Commisso - scrive La Nazione - è stato un protagonista silenzioso. Sempre un passo indietro rispetto al direttore generale, almeno a livello pubblico e mediatico. Ma la personalità di Barone si faceva di certo sentire anche sulle trattative per i calciatori, in entrata e in uscita.


La Nazione
La lunga estate di Pradè: dal lavoro nell’ombra al ritorno sotto i riflettori
Adesso i compiti sono ben distinti. Mentre Ferrari dovrà cercare di sciogliere l’intricatissima questione Franchi, Pradè sarà aiutato da Goretti per costruire la squadra. Rapporti di forza ribaltati rispetto al passato. E già nella conferenza stampa di martedì scorso si è notato - seppur mediaticamente - un Pradè diverso. Deciso, responsabile e consapevole. Sa di avere una grande chance e di non poterla fallire.
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Nelle logiche finanziarie entro le quali rimanere, dovrà costruire una Fiorentina più forte di quella che ha portato all’addio Vincenzo Italiano.Il centravanti da trovare. La missione dell’estate è questa. Il dopo Vlahovic è stato un continuo rincorrere la figura giusta, che in realtà non si è mai trovata. Ci hanno provato in diversi, ma quel fantasma lì non si è mai riusciti a scacciarlo. Una macchia sul percorso in viola del ds romano. Che adesso - si torna sempre lì - avrà però carta bianca nel fidarsi delle sue idee.
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