Il Rettore sul Franchi: “Immobilismo non vuol dire tutela, ma scarsa lungimiranza”

Il rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei, scrive su Repubblica riguardo al tema del Franchi

di Redazione VN

Sul tema della riqualificazione dello stadio Franchi, sulle pagine fiorentine di Repubblica è intervenuto Luigi Dei, rettore dell’Università di Firenze e divulgatore scientifico. “Un grande restauratore di dipinti, Paul Philippot, scrisse che il restauro deve rimediare, nella misura del possibile, al divorzio fatale fra la materia che invecchia e la forma che incarna”. E per il Franchi – scrive Dei – questo divorzio è in atto, dunque essendo un paese ricchissimo di beni culturali non si può prescindere dall’obbligo di salvaguardare quelle forme che inevitabilmente si deteriorano.

Il tema principale è: “Una città moderna e proiettata nel futuro vive e si sviluppa se coglie le istanze della contemporaneità e le armonizza nel quadro della preservazione delle impronte del suo passato. Non possiamo continuare a pensare che tutela dei beni culturali significhi immobilismo e che viceversa dinamismo progettuale presupponga totale libertà d’azione nei confronti dell’esistente. Troppo spesso la nostra città si è introflessa sul suo glorioso passato ritenendo che questo fosse sufficiente a garantirle sviluppo e che pertanto la conservazione dell’inestimabile patrimonio fosse l’unica cifra della propria vocazione”.

E il tema relativo al Franchi – secondo il Rettore – si inserisce perfettamente in questa cornice, dove è difficile trovare una via di mezzo tra due poli opposti. Allo stesso tempo serve, grazie alla tecnologia e all’innovazione, un intervento che rimedi alle scalfiture del tempo e proietti il Franchi in una nuova realtà. In caso contrario, si tratterà di scarsa lungimiranza.

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  1. Eziogolgobbo - 1 mese fa

    Troppo intellettuale, non ho capito niente… e forse anche lui!! Ci mancava anche questo rettore, lo potremmo utilizzare per reggere le parti che cadono (stile torre di Pisa amici miei). Comunque se lo rimettete io ci vengo… sarà come gridare arbitro becco dentro gli Uffizi!!!! Campi tutta la vita… Rocco siamo con te!

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  2. jackfi1 - 1 mese fa

    Direi che l’Università degli Studi di Firenze ha espresso chiaramente il suo punto di vista. Io vorrei capire da chi difende a spada tratta il Franchi così come è. Quando “opere d’arte” asservite al pubblico utilizzo si vuole continuare a bloccare? La stazione Leopolda siamo in parte riusciti a salvarla delegandola a luogo di concerti o eventi ma i guadagni che se ne ricava dubito fortemente che coprano le spese. Quando anche Santa Maria Novella sarà datata e non più conforme agli standard di legge che si fa? Si rinuncia a buona fetta del turismo di Firenze perchè la stazione di SMN non si tocca e ci si sposta tutti a campo di Marte dove ci sono 4 binari? Quando Santa Maria Nuova non avrà più i requisiti per essere ospedale che si fa? Si toglie un ospedale a Firenze perchè quello non si tocca? Gran parte dei palazzi storici sono finiti in mano a ditte che costruiscono appartamenti extra lusso e per quanto si possa provare a mantenere un filo di aderenza allo stile architettonico dentro saranno sicuramente stravolti e di storico avranno forse solo il nome. Il ponte Vespucci è a rischio crollo da 5 anni buoni ma piuttosto che rifarlo nuovo ci si getta in complicatissimi lavori per salvare una pila del ponte che poi tra 30 anni circa avrà gli stessi identici problemi. Questa è Firenze. A tutti questi signori che difendono così tanto lo stadio (opera unica e all’avanguardia al suo tempo nessuno lo nega) posso solo suggerire di iniziare una petizione per ricostruire le mura della città, vendere la macchina, comprare un calesse e vivere come nel rinascimento perchè la loro epoca è quella

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    1. Dellone68 - 1 mese fa

      Caro Jack, mi piace il tuo commento e sono d’accordo con te e le tue osservazioni gentili e sarcastiche al tempo stesso. Anch’io credo che il Rettore volesse dire che bloccare tutto sarebbe l’ennesima occasione persa. E che quindi un’adeguata ristrutturazione ed ammodernamento del Franchi fosse la cosa più auspicabile. La Fiorentina, con l’Arch. Casamonti, aveva già presentato un progetto che preservava tutti gli elementi di tutela, avvicinava le curve e copriva lo stadio. La nuova legge pare che permetta in maniera decisa questi interventi, poi leggeremo che cosa dirà il Ministero, ma la risposta arriverà sulla base delle proposte della Fiorentina che noi non conosciamo se non qualche esternazione estemporanea di Rocco. E non hanno nulla in mano neanche i giornalisti quindi difficile valutare e soprattutto facciamo attenzione. Appena la risposta sarà di dominio pubblico, inviterei comunque a leggere per bene che cosa rendono disponibili perchè diversamente sarà il solito balletto di illazioni con tentativi di favorire questa o quella posizione, a scapito del punto di vista della Fiorentina (sicuramente, visto l’andazzo attuale del dibattito). Staremo a vedere e ci sarà, come sempre, da divertirsi. Un caro saluto e sempre Forza Viola.

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      1. jackfi1 - 1 mese fa

        Ti ringrazio Dellone. Io vorrei far vedere a Pessina e a tutti gli archistar il progetto realizzato da Casamonti a Tirana. è uno stadio meraviglioso che unisce la modernità che uno stadio richiede oggi agli elementi caratteristici del vecchio stadio. Chiaramente il termine distruggere o abbattere possono essere brutti ma se pensiamo che per il terremoto del Friuli hanno ricostruito edifici storici numerando una ad una le pietre e rimettendole nell’ordine corretto non concepisco come sia possibile che al giorno d’oggi non si possa fare una demolizione controllata e spostare gli elementi di interesse di qualche metro e inglobarli nello stadio nuovo. Alla fine si tratta di elementi architettonici. Una facciata rimane tale sia se costruita dove ora che 100 metri più in là. Quello che mi chiedo è come mai a ditte costruttrici si permette di costruire appartamenti extralusso dentro palazzi storici stravolgendoli all’esterno ma lasciando magari la facciata intatta mentre la fiorentina trova questo ostruzionismo

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  3. Superviola - 1 mese fa

    In linea di massima concordo e mi fa piacere che un personaggio di simile livello, il Rettore di Unifi, abbia espresso una posizione nettamente diversa da tutti quei professoroni , Pessina, Natali, ed Enti di varia natura che parlano di intoccabilita assoluta.
    Mi sembra di capire quindi che secondo il Rettore il Franchi si possa….toccare…
    Pero’ poi bisogna scendere sui contenuti, sulla realtà concreta.
    Da quello che ho letto e capito sul nuovo progetto, per Commisso poter toccare il Franchi significa mantenere l’ingresso monumentale con la pensilina autoportante e mantenere pure le tre scale elicoidali, la torre, e la maratona che tuttavia sarebbero smontate e rimontate ad alcune decine di metri dal luogo attuale, diciamo dove ora c’è la cancellata verde.
    Questo potrebbe andare bene?
    Perche’ alla fine il discorso è tutto qui, per alcuni questo progetto andrebbe più che bene ai fini di mantenere la testimonianza del vecchio Franchi, per altri , quello che io definisco radical chic dell’architettura, è una cosa addirittura inconcepibile, quasi da trogloditi…
    Ecco vorrei che chiunque parli del Franchi, si prendesse il coraggio di scendere un po’ piu nei dettagli…

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  4. ziomario - 1 mese fa

    Ma possibile che non si riesca a capire che il Franchi non é un’opera d’arte ma un opera pubblica che pur “bella” che sia non é più al passo coi tempi e che oltretutto rappresenta una minaccia in termini di sicurezza. SFV.

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  5. A ndrea - 1 mese fa

    Bastava dire: RABBERCIO.

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    1. Sblinda - 1 mese fa

      Ahahahaahahahhahah

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