Repubblica Firenze si concentra su Albert Gudmundsson. Domenica contro la Lazio al Franchi potrebbe giocare i primi minuti con la maglia della Fiorentina.


Repubblica Firenze
Gudmundsson scalpita: possibile esordio da titolare contro la Lazio
Il giocatore - si legge - si allena pienamente in gruppo da martedì ( in realtà qualche seduta con i compagni l’aveva già svolta prima di andare in Islanda) e chi lo vede da vicino descrive un giocatore già in grado di spingere al massimo. Per questo dietro ad alcune certezze, vedi la prima convocazione, si sta affacciando una clamorosa possibilità: vederlo subito in campo da titolare. Del resto il momento è, per usare un eufemismo, delicato. Con la Fiorentina reduce da cinque pareggi ed una sconfitta nelle prime sei uscite stagionali e con la sfida alla Lazio in visione. Domenica (ore 12.30) sarà un pranzo da non sbagliare ed al Franchi la vittoria è quasi l’unico risultato possibile, concetto assurdo se si pensa alla stagione appena iniziata, ma reale considerando che le partite passano ed i punti pure. Per il posto dietro a Kean c’è un affollamento paragonabile alle domeniche di maggio sulla “ Firenze- Mare”. Ma l’idea Gudmundsson resta la più elettrizzante.
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E se l’opzione ingresso dalla panchina è ancora in vantaggio, la rimonta del “ dentro subito” è iniziata. Ci sono ancora tre allenamenti prima della Lazio e se l’ex Genoa dovesse andar forte, come fatto in questo inizio di settimana, l’idea potrebbe trasformarsi in realtà. Tra i vantaggi nel vederlo subito in campo ovviamente il tasso tecnico della squadra innalzato. Oltre alla botta di entusiasmo in grado di contagiare un ambiente sempre molto vicino alla squadra ma chiaramente disturbato dall’inizio della stagione. Una sorta di elettroshock calcistico in grado di accendere unascintilla. Parallelamente ci sono dei chiari contro. La tenuta è ancora approssimativa e la condizione lontana dal top, quindi la sostituzione a un certo punto sarebbe obbligata, cosa che agli allenatori piace poco. Senza considerare il briciolo di rischio dato dalla lunga assenza ed il fatto di non poterlo avere in campo nell’ultima parte quando la partita si decide e gli avversari sono più stanchi, con logico aumento degli spazi di manovra.
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